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Maria Pia Bevilacqua

Pubblicato il

Settembre 14, 2026

Tag

Healthcare, PR

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    Pianificare delle PR per il settore biotech perché siano efficaci significa partire prima di tutto dal contesto: spiegare prima il bisogno clinico o di mercato, poi tradurre le innovazioni scientifiche con evidenze e linguaggi adatti a ciascun pubblico. In un settore segnato da terapie geniche e cellulari, nuove molecole e piattaforme di drug discovery basate sull’intelligenza artificiale, chiarezza e rigore non sono solo una questione stilistica, ma risultano fondamentali per rafforzare fiducia e reputazione.

    • Una gerarchia dei messaggi su tre livelli combina un messaggio essenziale, contesto con dati e un approfondimento tecnico-scientifico per i segmenti di pubblico che lo richiedono.
    • Lo storytelling deve fondarsi su dati concreti e solidità scientifica, non su annunci a effetto, per rendere comprensibili risultati clinici e innovazioni complesse senza rinunciare all’affidabilità scientifica.
    • Media relations, pubblicazioni di settore e opinion leader riconosciuti rafforzano la credibilità presso stakeholder, investitori e pubblici specialistici rafforzando la reputazione del brand.

    Nel biotech la chiarezza è fondamentale

    Il contesto italiano rende il tema ancora più rilevante. Il biotech nel nostro Paese conta quasi 6.000 imprese con un fatturato di 53,4 miliardi di euro, secondo il Report Assobiotec-Politecnico di Milano pubblicato a dicembre 2025. Un settore in crescita, sempre più strategico, che però può crescere solo se sa farsi capire da chi deve finanziarlo, regolamentarlo e adottarlo.

    Ma cosa significa, in concreto, “comunicare il biotech”? Il perimetro è più ampio di quanto sembri. Si può trattare di nuove molecole in fase di sviluppo preclinico, di terapie avanzate come quelle geniche e cellulari, di risultati di ricerca clinica che devono essere presentati con precisione senza travalicare i limiti imposti dalla regolamentazione, di dispositivi diagnostici che promettono di anticipare la scoperta di una patologia, o ancora di piattaforme che usano l’AI per velocizzare la scoperta di nuovi farmaci. Ognuna di queste innovazioni ha un proprio linguaggio tecnico, un proprio livello di maturità scientifica e un proprio pubblico di riferimento: comunicarle richiede quindi un approccio su misura, non un copia-incolla di tattiche pensate per altri settori.

    Immagina di dover spiegare, in poche righe, perché una nuova terapia genica rappresenta una svolta per una malattia rara o perché una piattaforma di intelligenza artificiale applicata alla drug discovery può accorciare i tempi di sviluppo di un farmaco. Non è un esercizio di stile: da questa capacità dipendono la fiducia degli investitori, l’attenzione dei media, la credibilità agli occhi degli enti regolatori e, in ultima analisi, l’adozione da parte di clinici e pazienti.

    Pubblici diversi, regole diverse

    Le PR nel biotech sono profondamente diverse da qualsiasi altro settore. Il motivo principale è che i pubblici coinvolti sono molteplici e hanno esigenze molto distanti tra loro:

    • investitori che devono valutare il potenziale di ritorno
    • enti regolatori che verificano la solidità dei dati clinici
    • media scientifici che richiedono precisione
    • partner industriali che cercano affidabilità
    • pazienti o cittadini che vogliono capire cosa cambierà per loro.

    La sfida unica del biotech, quindi, è riuscire a raccontare la propria attività e le innovazioni a cui sta lavorando a un pubblico molto eterogeneo.

    Inoltre, le PR biotech spesso sono molto verticali ma si rivolgono a specialisti e professionisti di settori come quello legale o finanziario. Per questo, occorre sapersi rivolgere anche a segmenti come questi, utilizzando un linguaggio che sappia adattarsi a questo pubblico integrando però anche gli aspetti scientifici in modo preciso e rigoroso.

    A questo si aggiunge infatti un vincolo che altri settori non hanno nella stessa misura: ogni comunicazione deve rispettare standard scientifici e regolatori rigorosi, evitando claim non supportati da evidenze.

    Da qui nascono due rischi opposti, entrambi frequenti: comunicare in modo troppo tecnico, perdendo l’attenzione del pubblico non specialista, come gli investitori generalisti o i media che si occupano di economia e finanza più che di scienza. Il secondo rischio, al contrario, è semplificare troppo, creando aspettative e illusioni che superano i dati disponibili: un rischio che compromette la credibilità agli occhi della comunità scientifica e degli enti regolatori.

    Trovare il punto di equilibrio tra questi due estremi è, di fatto, il cuore del lavoro di chi si occupa di biotech PR. Ecco allora 5 punti fondamentali da tenere a mente per un piano di biotech PR per comunicare l’innovazione senza perdere chiarezza.

    5 punti chiave per semplificare senza banalizzare

    1. Raccontare prima il “perché” e solo dopo il “come”: Il modo più efficace per mantenere questo equilibrio parte da un principio semplice: prima di addentrarsi nei dettagli tecnici di una molecola o di una piattaforma, è necessario spiegare quale problema clinico o di mercato quella innovazione risolve. È il contesto che rende comprensibile la scienza, non il contrario.
    2. Costruisci una vera e propria gerarchia dei messaggi: un livello iniziale, semplice e diretto, pensato per chi ha bisogno solo dell’essenziale; un livello intermedio, che aggiunge contesto e numeri per chi vuole capire meglio; e un livello di dettaglio tecnico-scientifico, riservato a chi lo richiede esplicitamente, come ricercatori o enti regolatori. Questa struttura a strati permette di raggiungere pubblici diversi senza dover scegliere tra chiarezza e rigore.
    3. Un altro elemento chiave è lo storytelling basato su dati concreti, non su annunci a effetto. Gli investitori premiano le aziende capaci di comunicare con solidità scientifica, non solo con entusiasmo.
    4. Portavoce credibili, come scientific advisor, founder o opinion leader scientifici, danno un volto umano alla scienza e ne rafforzano la credibilità. Ed è proprio qui che entrano in gioco le terze parti autorevoli.
    5. Terze parti autorevoli: media relations solide, pubblicazioni scientifiche di settore e opinion leader riconosciuti agiscono da amplificatori naturali di questo framework. Nessun messaggio, per quanto ben costruito, arriva lontano se non viene veicolato attraverso canali e voci che il pubblico già considera affidabili.

    La chiarezza come vantaggio competitivo

    Nelle PR biotech, non può esserci un compromesso fra chiarezza e rigore scientifico. Serve una comunicazione capace di coniugarli entrambi. Le aziende che riescono a farsi capire da investitori, media, regolatori e partner costruiscono più velocemente fiducia, accelerano l’adozione delle proprie innovazioni e proteggono la propria reputazione nei momenti che contano di più, che si tratti di un round di finanziamento, di una submission regolatoria o del lancio di una nuova terapia.

    Il valore di un partner di comunicazione specializzato

    Tradurre la scienza in narrazioni chiare, credibili e su misura per pubblici diversi richiede competenze specifiche, che uniscono conoscenza del settore, capacità creativa e uso strategico dei dati. È l’approccio con cui TEAM LEWIS supporta le aziende healthcare e life sciences lungo tutto il percorso.

    Che tu stia lanciando un’innovazione biotech, comunicando risultati clinici o costruendo fiducia con i tuoi stakeholder, la chiarezza non è un dettaglio stilistico: è la base della credibilità. Scopri come il nostro team dedicato a healthcare e pharma può aiutarti a comunicare con chiarezza e cura.

    Agenzia di comunicazione Healthcare & Pharma

    Comunicazione integrata, marketing e public affairs per le aziende del settore healthcare e pharma.

    Maria Pia Bevilacqua

    Maria Pia Bevilacqua
    Maria Pia è in TEAM LEWIS Italia dal 2019, con un solido background in strategia di marketing, campagne digital e lead generation. Guida le attività di marketing dell’agenzia in Italia, occupandosi di brand awareness, reputation e generazione di visibilità per TEAM LEWIS presso i decision maker del settore.