Chiara Prioli

Di

Chiara Prioli

Pubblicato il

maggio 3, 2018

Tag

digital, Media relation, PR

Quello del design e della creatività è un settore nel quale non è importante solo “fare”, ma è necessario anche saper comunicare, raccontare il percorso creativo che è dietro all’oggetto, dalla formazione dell’idea alla sua realizzazione.


I nuovi mezzi di comunicazione, anche nel caso del design, hanno agito da cassa di risonanza facilitando la conoscenza di stili che prima venivano ignorati o erano riservati a pochi eletti.

 

Che cos’è il design?

Domanda difficile. Questa singola parola rappresenta un concetto molto ampio, che va dalla ideazione di un progetto fino alla sua realizzazione, per questo qualsiasi definizione rischia di essere sempre riduttiva.
Il design è comunicazione: comunica un sistema o una modalità di vita, usi, abitudini e costumi, concetti legati all’utilizzo dello spazio che ci circonda, delle modalità con le quali l’uomo se ne appropria.
Comunicare attraverso di esso, oggi più che mai, è diventata una necessità. La nostra quotidianità è costantemente relazionata agli spazi e agli oggetti che ci circondano, che per tale ragione assumono un rilievo e una responsabilità rilevante nei confronti delle persone che fruiranno di quei luoghi o manufatti proprio perché il design, quando fatto ad arte, ha insita la capacità di migliorare la qualità delle nostre vite.
La luce, la forma, il contesto, la tecnologia, i materiali e gli spazi diventano strumenti attraverso cui il linguaggio dell’artefice dà forma viva e creativa all’armonia, all’equilibrio, alla proporzione e alla bellezza di cose e spazi di cui noi stessi diventiamo parte integrante.
Comunicare design significa comunicare vita: diventa un’esigenza per dare visibilità a idee, realtà oggettive e persone.

 

I trend comunicativi del design 2018

A Milano si svolge ogni anno il Salone del Mobile, la manifestazione internazionale punto di riferimento per il settore dell’arredo e del design. L’edizione 2018 della fiera, che si è tenuta dal 17 al 22 aprile, non ha riguardato solo esposizioni visivamente spettacolari, ma ha anche presentato trame accattivanti, qualità artigianali e mobili pensati per la vita di tutti i giorni. I pezzi esposti sono stati progettati per essere adattati ai gusti, agli stati d’animo e alle abitudini individuali e per trasformare la casa in un vero rifugio sicuro. Si trattava di mobili esteticamente belli che non sono mai, o quasi mai, sopra le righe, progettati per durare nel tempo e che incorporano l’usura come ulteriore fascino.

 

Houzz, piattaforma online dedicata alla ristrutturazione e al design di interni, ha avuto modo di classificare le tendenze 2018:

 

Celebrare il senso del tatto

Per quanto riguarda il tessuto e la tappezzeria, la filosofia ricorrente della fiera di quest’anno era che l’arredamento doveva essere vissuto e gestito in modo molto tattile. Alcuni pezzi presentavano armature solide che potevano essere pienamente percepite solo attraverso il tatto, appunto.
Anche le trame visibili, spesso ispirate al tweed, erano un motivo decorativo ricorrente, come nei numerosi cuscini di grandi dimensioni di Nipa Doshi e nel divano Casa Modernista di Jonathan Levien per Moroso.

 

Decorazioni piccole e uniche

La fiera ha visto anche il ritorno a elementi puramente decorativi, a volte derivanti dall’ibridazione di elementi artigianali e industriali.
Ad esempio, Magis ha lavorato con il marchio finlandese Littala per produrre le lampade-scultura Linnut, disegnate da Oiva Toikka, realizzate in policarbonato stampato a rotazione.

 

Legno in nuovi modi

Il legno è sempre stato utilizzato nell’arredamento, ma il Salone del Mobile 2018 lo ha posto sotto una nuova luce attraverso la sperimentazione di forme, processi e usi: riportato con intarsi e colori inaspettati e utilizzato come finitura a parete.
Il tavolo Il Naturale per Moroso di Heinz Glatzl & Joachim Mayr ne è un esempio.

Trend del design al Salone del Mobile di Milano 2018

 

Mobili per il “me time”

I mobili dovrebbero aiutarci a trovare il tempo per noi stessi e per questo richiedono spazi dedicati. Questa è la filosofia che ha ispirato Giulia Urciuoli e Andrea Pezzoli a realizzare i loro prototipi: Bulco, una poltrona che integra una luce da lettura e un tavolino da caffè; e Bou, un tavolo da bistrò con una luce incorporata. Sono pezzi compatti ma completi che funzionano bene anche in spazi ristretti.

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