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LEWIS

Di

Team LEWIS

Pubblicato il

marzo 12, 2020

Tag

digital, How to, Social Media

La traduzione letterale italiana è “notizie false” o, in gergo, “bufale”. È un fenomeno comunicativo che esiste da sempre e non riguarda solo la rete. Quello che è cambiato nell’era di internet è il modo in cui si crea e si diffonde una fake news, per raggiungere un certo gruppo di persone – oggi sempre più ampio.


Per quanto riguarda la sfera digitale, le fake news si diffondono attraverso piattaforme social, principalmente Facebook, Google e Twitter, utilizzando messaggi dal tono forte, ingannevole e – appunto – falso. Recentemente, però, anche le piattaforme di messaggistica istantanea, Whatsapp in testa, sono diventate veicolo di bufale e fake news di ogni tipo.

Ma chi le diffonde?

Sono molti i protagonisti in gioco e altrettanti gli scopi. Spesso la motivazione è quella elettorale: si creano campagne di disinformazione orchestrata con informazioni false per screditare gli avversari politici, condizionando così l’opinione del pubblico e indirizzando voti al proprio partito. Un altro settore in cui vediamo spesso la diffusione di bufale è quello dell’economia. Tramite la creazione di fake news, gli esecutori si accaparrano contatti – ottenuti dalla forte e veloce diffusione delle notizie in rete –  e guadagnano soldi con la pubblicità, in proporzione proprio al numero di contatti raggiunti.
Oggi sono molte le bufale in circolazione a proposito del rischio sanitario e delle misure di prevenzione e controllo della diffusione del Coronavirus, pericolose perché possono far divulgare pratiche scorrette e aumentare il panico nella popolazione.

Come riconoscere le fake news?

Grazie ai social network le bufale sono diventate un fenomeno sempre più frequente, pericoloso e con un impatto sociale maggiore rispetto al passato a causa dell’ampiezza del pubblico che riescono a raggiungere. Bisogna considerare che spesso si preferisce leggere il post di un utente sui social piuttosto che un giornale, un notiziario o una rivista, fonti generalmente più attendibili. Attraverso i messaggi privati la fiducia verso chi ci ha inoltrato un messaggio può dare una parvenza di credibilità ancora maggiore, anche se l’informazione potrebbe essere parziale, non del tutto vera o completamente falsa.

Altre volte, assistiamo anche alla creazione di profili falsi che si spacciano per fonti attendibili, costruendo perfettamente la notizia, tanto da farla sembrare certificata. Per questi motivi è importante essere sempre critici su quello che si legge sui social e ancora più attenti a ciò che si condivide, per evitare di diventare noi stessi “spacciatori di fake news”.

Come fare per non cadere vittime delle fake news?

La prima cosa a cui prestare attenzione sono sempre, sempre, sempre le fonti. Soprattutto in questo momento meglio affidarsi alle fonti ufficiali e seguire le direttive ministeriali, piuttosto che dare credito a presunte ricerche, soluzioni per autodiagnosi e indicazioni non sempre corrette.

Ecco i nostri 10 consigli per riconoscere le bufale ed evitare di abboccare a una fake news:

Assicurarsi che la fonte esista veramente

Fate una piccola verifica sul nome dell’autore dell’articolo. Se non trovate nulla su di lui o lei, potrebbe trattarsi un articolo non veritiero.

Confrontare altre fonti

Un indizio non è la tesi finale. Se leggete qualcosa di clamoroso, prima di fare qualsiasi commento a riguardo, ricercate la stessa notizia anche su altre testate. Verificate sempre che non sia una news isolata.

Esplorate la fonte

Se un sito vi insospettisce, andate nella sezione “about us” e cercate di capire l’attività del soggetto in questione (azienda, società o singolo che sia).

Attenzione ai blog

Spesso i blog hanno diversi collaboratori che possono pubblicare commenti o addirittura articoli interi senza essere controllati a livello editoriale, pertanto potrebbero contenere false notizie.

Siti amatoriali

Diffidate dai siti che non hanno una grafica e un layout professionale.

Occhio alla data di pubblicazione

Controllate con una ricerca online se il fatto narrato è davvero accaduto. Può capitare che notizie vecchie siano pubblicate come nuove, assumendo così un altro significato perché estrapolate dal loro contesto originale.

Attenzione alle estensioni dei siti

Quando l’URL ha estensioni come “.lo” oppure “.com.co”, si tratta di siti che cercano visualizzazioni con qualsiasi tipo di notizia. Siate sospettosi e verificate bene i contenuti.

Non fatevi ingannare dai “titoloni”

La maggior parte delle fake news si nasconde dietro titoli ambigui o troppo esagerati.

Non fatevi attirare dalle belle immagini

È facile scambiare una foto con un’altra. A volte alcune immagini non sono legate al testo. Fate una piccola ricerca su Google o altri siti per verificarne l’attinenza. Attenti anche alla presenza di loghi che potrebbero far pensare a notizie diffuse da organi ufficiali quando non è così. Reperire un logo e inserirlo in un’immagine, è piuttosto facile e potrebbe trarre in inganno anche un lettore attento.

Pensate prima di condividere

Chi scrive bufale, confida nella rapida diffusione. Non fate il loro gioco condividendo notizie false!

Un ultimo suggerimento

Di fronte alla crisi globale che stiamo affrontando in questi mesi è sempre più difficile distinguere le notizie vere dalle bufale eppure non è mai stato così importante prestare attenzione a questo aspetto, per evitare di diffondere pratiche scorrette o, ancora peggio, poco salutari per se stessi e per gli altri. Diffidate dalle notizie, immagini, audio e video che possono arrivare da Whatsapp, Telegram o Messenger in cui la fonte non è chiara (e no, un audio che inizia con “Sono un medico” non è una fonte chiara). Anche le notizie dei giornali a volte possono essere parziali o poco precise, meglio cercare di leggere la notizia da diverse testate.

Se avete dei dubbi, ricordatevi che, data la grande diffusione di fake news degli ultimi anni, alcune testate hanno messo a disposizione delle sezioni specifiche che si occupano proprio di verificare la veridicità di una notizia.

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