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LEWIS

Di

Yvonne van Bokhoven

Pubblicato il

marzo 5, 2021

Tag

Equality, HeForShe

Con l'avvicinarsi della giornata internazionale delle donne, in LEWIS abbiamo pensato che fosse il momento giusto per verificare a che punto siamo con la parità di genere in tutto il mondo. Poiché il 70% del nostro team internazionale è composto da donne, questo tema ci sta particolarmente a cuore.


Le recenti notizie ci hanno fatto scattare i campanelli d’allarme sulla questione. La CNN ha riferito a dicembre che il mercato statunitense ha perso 140K posti di lavoro in un mese. I dati hanno rivelato uno scioccante divario di genere: le donne hanno perso 156.000 posti di lavoro, mentre gli uomini ne hanno guadagnati 16.000. In Italia, un recente sondaggio ISTAT ha rilevato 101.000 lavoratori in meno nel mese di dicembre 2020, di cui 99.000 donne e 2.000 uomini. Non solo le donne stanno perdendo posti di lavoro, ma si stanno anche facendo carico di lavoro supplementare e non retribuito causato dalle chiusure. Parliamo del lavoro di cura della casa, dei figli e di assistenza ai parenti anziani. In un recente sondaggio del TUC, meno della metà ha detto di condividere le responsabilità di cura con un partner.

Il nostro sondaggio, condotto su 7.000 uomini e donne in tutto il mondo, rileva purtroppo la stessa tendenza. Il 45% delle donne intervistate ha detto che il proprio lavoro ha risentito del COVID-19. Da marzo 2020, hanno subito un grande aumento del lavoro domestico non retribuito. Riferiscono di aver preso in carico la maggior parte del lavoro domestico, in particolare l’aiuto nello studio a casa (70%), la cura dei figli (65%), cucinare (64%), l’assistenza ai parenti anziani (48%), lil bucato (44%) e fare la spesa (43%). Più del quaranta per cento (42%) delle donne in tutto il mondo afferma di non poter accettare un lavoro retribuito a causa delle proprie responsabilità di cura (non pagate). Se facciamo i conti, queste ore non retribuite ammontano a circa 12,5 miliardi di ore ogni giorno. Questo equivale a 10,8 trilioni di dollari all’anno o al 13% del PIL globale.

Quando si tratta di come le persone sono trattate sul posto di lavoro, solo il 67% di tutti gli intervistati dice che uomini e donne sono trattati allo stesso modo. Il 33% delle donne dice di sentirsi sottovalutato sul posto di lavoro a causa del suo genere. Eppure, il 19% degli uomini intervistati a livello globale non ritiene più che la disuguaglianza di genere sia un problema serio.

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Il 98% delle donne intervistate dice di volere un maggior coinvolgimento degli uomini per ridurre la disuguaglianza di genere. La buona notizia è che il 41% degli uomini intervistati dice di essere pronto a scendere in campo in questa battaglia. Il sondaggio mostra, tuttavia, che non sempre sanno come farlo. Il 15% degli uomini è preoccupato dalla possibilità di dire la cosa sbagliata e far arrabbiare qualcuno, quando si parla di disuguaglianza di genere.

La disuguaglianza di genere non è un problema che le donne possono risolvere da sole, anche perché non riguarda solo le donne. Il vero cambiamento non può avvenire senza un dialogo. E neppure senza metà dell’umanità a bordo. Promuovere un dialogo inclusivo che continui nel tempo è la chiave per rimuovere le barriere e creare pari opportunità.

Abbiamo condotto questa ricerca a sostegno dell’iniziativa HeForShe. Creato da UN Women, il movimento di solidarietà HeForShe per l’uguaglianza di genere offre una piattaforma dove chiunque, in tutto il mondo, può impegnarsi in prima persona e farsi portavoce del cambiamento per il raggiungimento della parità di genere.

HeForShe invita le persone di tutto il mondo a unirsi per creare una visione condivisa di un mondo equo e per mettere in atto soluzioni specifiche e localmente rilevanti per il bene di tutta l’umanità. Per maggiori informazioni o per dare il tuo sostegno, visita www.HeForShe.org/en.

Non serve essere vittima di un’ingiustizia per volerla combattere. Ecco perché spero che tutti si uniscano al movimento HeForShe e ci aiutino a raggiungere un mondo di vera uguaglianza di genere.

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