Di

Joanna Horn

Pubblicato il

novembre 27, 2018

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Recentemente ho trascorso un weekend a casa di mia figlia insieme ai miei nipotini, che hanno insistito per sapere quale superpotere vorrei. Loro avevano le idee abbastanza chiare: il più piccolo desidera l’invisibilità e l’altro vorrebbe poter nuotare velocissimo. Io gli ho detto che mi piacerebbe saper essere una super ascoltatrice. Un po’ imbarazzati mi hanno detto che quello non è un superpotere, perché chiunque può ascoltare…


Dal mio punto di vista, però, dato che è una cosa che chiunque può fare e nessuno fa, lo ritengo un superpotere. Ed è una cosa che ho sempre cercato di trasmettere, a partire da mia figlia. Come madre, mi sono scoperta spesso a raccomandare “sii una buona ascoltatrice!”. Questo monito costante mi sembra necessario perché la sua giovane mente lavora con una tale rapidità che spesso interrompe o non tiene in considerazione quello che i suoi interlocutori le stanno dicendo. Le dico sempre che “una conversazione richiede due partecipanti, uno che ascolta e uno che parla, a turno fra di loro”.

 

Quello che provo a insegnare a mia figlia sull’arte della comunicazione è la base della mia teoria per cui l’ascolto non è una dote innata e che, sia da giovani che da adulti, è un superpotere che deve essere coltivato, per scopi personali e professionali.

Il potere della conoscenza

Come professionista della comunicazione, trovo che si possa ottenere molto dal reale ascolto di qualcuno che ci sta parlando. Non solo ascoltare ci fornisce un riscontro immediato di un’idea che abbiamo condiviso o di una questione da risolvere, ma è anche un’occasione per leggere tra le righe e imparare qualcosa a proposito dell’interlocutore (chi è? da dove viene? Ecc.). Molte volte, mi capita di prestare attenzione anche a ciò che non viene detto e alla comunicazione non verbale. Sono proprio queste cose che spesso mi aiutano a capire meglio le necessità del cliente, anche quando non sono state espressamente comunicate. Attraverso gli elementi che percepisco in queste conversazioni, acquisisco informazioni utilissime, sia con i clienti che con i colleghi.

Il potere del rispetto

Potrebbe sembrare contraddittorio, ma ascoltare non è un processo passivo, bensì attivo. Comunemente le persone credono di stare ascoltando, mentre in realtà stanno solo aspettando il proprio turno per parlare. Spesso durante le conversazioni, le dichiarazioni di una persona innescano nell’ascoltatore altri pensieri che vuole condividere. Per guadagnarsi il rispetto delle persone con cui lavori, è importante, piuttosto che raccontare la tua storia personale, fare domande e incoraggiare l’interlocutore a dirti di più. Conquistare il rispetto delle persone implica il pensare prima di parlare e l’ascoltare prima di agire, piuttosto che spingere sui propri pensieri.

 

Il potere delle relazioni forti

L’ascolto facilita il coinvolgimento. Quando prestiamo tutta la nostra attenzione a qualcuno, questo avrà piacere a condividere informazioni e sensazioni che ci aiuteranno a capire come interagire al meglio, e a offrirgli ciò di cui ha bisogno per sentirsi apprezzato. Più ascoltiamo, più possiamo acquisire conoscenze da queste interazioni e più le relazioni che stabiliremo saranno forti. Una volta che avremo costruito le nostre relazioni sulla base del rispetto che ci siamo guadagnati, gli altri ci vedranno come persone socievoli, aperte e generose. Qualcuno di cui fidarsi. Quando saremo capaci di prendere ciò che abbiamo ascoltato e tradurre quella conoscenza in idee creative che incontrano le loro necessità, allora avremo dato valore a una relazione di lunga durata e saremo visti come partner che hanno una comprensione unica delle loro attività.

 

Tutti vogliono essere ascoltati, ma non tutti sanno come ascoltare. Impara come ascoltare e avrai un grande superpotere.

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