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TEAM LEWIS

Pubblicato il

Maggio 9, 2025

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Festa della mamma, Work life balance

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    Ogni seconda domenica di maggio celebriamo le mamme con fiori, regali e post dolcissimi. Ma la verità è che la maternità andrebbe celebrata e supportata ogni giorno. Perché essere madre è un lavoro a tempo pieno, e farlo mentre si porta avanti una carriera è una sfida che richiede forza, organizzazione, empatia… e un contesto che sappia valorizzare davvero tutto questo.

    Quest’anno, abbiamo deciso di affrontare questa tematica così delicata dando voce ad alcune mamme del nostro team.

    Una fotografia del mercato italiano

    Secondo l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, oltre 44 mila donne si dimettono nei primi tre anni di vita del proprio figlio a causa delle grandi difficoltà nel conciliare vita e lavoro. Inoltre, dalla Survey L.E.I. 2024 di Fondazione Libellula emerge che 7 donne su 10 hanno sentito allusioni e commenti rispetto alle conseguenze negative della maternità per un’azienda.

    In un mercato che si dice sempre più orientato all’inclusione e al benessere, la maternità resta spesso un tabù. Una “variabile scomoda” che molte aziende preferiscono ignorare, o peggio, evitare. Ma per fortuna, non è sempre così.

    Il potere della cultura aziendale

    Quando una cultura aziendale è realmente inclusiva, la maternità non è un ostacolo: è una parte della vita che viene accolta, sostenuta e valorizzata.

    “Quando ho comunicato la mia gravidanza, nessuno mi ha chiesto ‘Quanto starai via?’. La prima domanda è stata: ‘Come ti senti?’. Quel gesto, semplice ma potentissimo, ha fatto la differenza. Certo, poi sono arrivati i discorsi sull’organizzazione e la logistica, ma partire dalle persone, prima che dai processi, dice tutto sul tipo di cultura che si respira in TEAM LEWIS.”
    Alessandra Maretti, Senior People Manager

    In un Paese dove spesso la maternità viene percepita come un limite alla produttività, le aziende possono ancora fare la differenza con politiche flessibili, ascolto autentico e leadership empatica.

    “Sono mamma solo da 9 mesi, pochissimo rispetto alle mie altre colleghe, e sono rientrata solo da un paio di mesi dal mio congedo di maternità. Come credo tutte, all’inizio ero preoccupata al pensiero di come avrei conciliato lavoro e maternità, ma ho fin da subito toccato con mano che davvero TEAM LEWIS si contraddistingue per l’ascolto, la comprensione e il rispetto delle necessità di chi ha figli.”
    Maria Pia Bevilacqua, Marketing Manager

    Flessibilità e supporto: non benefit, ma diritti

    Uno degli aspetti chiave per conciliare maternità e carriera è la flessibilità organizzativa, che consente alle persone di modulare tempi e spazi in base ai propri bisogni familiari e personali.

    “Conciliare maternità e lavoro significa poter essere presente nei momenti importanti della vita di Nina, la mia bimba di 3 anni, senza rinunciare alla mia crescita e alle mie soddisfazioni professionali. In TEAM LEWIS ho trovato non solo flessibilità, ma anche comprensione e supporto umano: elementi fondamentali che mi permettono di affrontare ogni giornata con equilibrio e serenità, sapendo di non dover scegliere tra carriera e famiglia. Sapere di non dover scegliere tra essere mamma e lavorare con passione è un valore davvero senza prezzo.”
    Alessia Brugora, Client Services Director

    Questa esperienza ci mostra quanto la vera flessibilità non sia un semplice “orario smart”, ma un cambiamento di prospettiva: un modo di lavorare che mette al centro le persone e i loro bisogni in ogni fase della vita. È proprio in questa logica che entra in gioco il supporto dedicato a chi affronta fasi familiari più complesse, come l’adolescenza dei figli.

    “Conciliare maternità e lavoro non è mai semplice, soprattutto quando hai un figlio di 14 anni. È un’età delicata, fatta di distanze che si creano e di nuove autonomie che si affermano. Ma è proprio adesso che la presenza di un genitore, anche solo in punta di piedi, può fare la differenza. Avere flessibilità sul lavoro è un privilegio enorme: mi permette di esserci quando rientra da scuola, di accompagnarlo nei suoi impegni, ma anche di mostrargli, ogni tanto, cosa fa sua mamma tutto il giorno. Perché sì, la preadolescenza può sembrare uno scontro continuo. Ma quello che nessuno ti dice è che, nonostante tutto, ti vogliono ancora vicina. Solo… a modo loro.”
    Federica Campori, Managing Director & Client Engagement

    Quando il lavoro si adatta alla vita, e non il contrario, il benessere individuale si riflette anche in una maggiore motivazione, energia e creatività.

    “La serenità che è riuscita a darmi TEAM LEWIS al rientro dal congedo di maternità mi ha permesso di riscoprire l’entusiasmo e la passione che ho sempre avuto nel mio lavoro e di continuare a godermi i momenti con la mia piccola.”
    Maria Pia Bevilacqua, Marketing Manager

    L’importanza di sentirsi viste

    La maternità non è solo una questione logistica: è anche un’esperienza profondamente emotiva. Sentirsi ascoltate, rispettate e sostenute ha un impatto enorme sulla qualità della vita lavorativa di una madre.

    “Sentirmi dire ‘Sono felicissima per te’, con uno sguardo sincero e partecipe, senza esitazioni, mi ha confermato che qui al centro ci sono davvero le persone. È un segnale concreto che dà speranza a tutte noi, e alle generazioni future.”
    Alessandra Maretti, Senior People Manager

    Questo tipo di approccio, ancora troppo raro nel panorama italiano, è ciò che permette a molte donne di non dover rinunciare a una parte di sé.

    Essere madri e professioniste non è un compromesso

    Le storie delle mamme che lavorano in TEAM LEWIS raccontano una verità importante: essere madre e fare carriera non si escludono a vicenda. Serve fatica, certo. Ma serve anche un ambiente che creda davvero nelle persone.

    “Riuscire a conciliare la mia carriera con il mio ruolo di mamma di due ragazzi è un vero privilegio e una fonte immensa di soddisfazione. È faticoso? Assolutamente sì. Ma ne sono profondamente orgogliosa, ogni singolo giorno. In TEAM LEWIS ho trovato un ambiente collaborativo, attento e flessibile, dove le esigenze delle persone vengono ascoltate e rispettate. Questa cultura così aperta e inclusiva mi permette di dare il meglio sia a casa che al lavoro, senza dover rinunciare a nessuna delle due parti di me.”
    Michela Carrara, Office Manager

    A tutte le mamme

    Le voci che abbiamo raccolto raccontano molto più di semplici esperienze personali: sono la prova concreta che un altro modo di vivere la maternità (e il lavoro) è possibile. Un nuovo modo fatto di ascolto autentico, empatia organizzativa e rispetto profondo per i tempi della vita. Perché la maternità non è solo un evento biologico: è una trasformazione profonda, un viaggio fatto di emozioni, equilibri da ricostruire e nuove consapevolezze. È un’esperienza che può arricchire (non frenare) una carriera, se viene accolta da un contesto che sa davvero prendersene cura.

    Nel nostro piccolo, crediamo che dare spazio a queste storie sia già un passo verso il cambiamento. Un modo per rompere i tabù, far emergere ciò che spesso resta invisibile e contribuire a una cultura in cui nessuna donna debba mai scegliere tra maternità e realizzazione personale.

    E allora, oggi più che mai, il nostro pensiero va a tutte le mamme, le neo-mamme e le future mamme: a chi sta imparando a conoscersi in una nuova versione di sé, a chi affronta ogni giorno il doppio carico con forza e dolcezza, e a chi sogna un futuro in cui tutto questo sia finalmente normale, e non eccezionale. Che possiate sempre sentirvi supportate, valorizzate e libere di essere tutto ciò che volete essere. Con amore, rispetto e una cultura che vi supporti, non solo l’ultima domenica di maggio.