Uno dei messaggi più chiari che emerge dall’Energy Index di TEAM LEWIS, una ricerca basata su oltre 2.500 interviste online raccolte tra il 30 dicembre 2025 e il 13 gennaio 2026, è un sistema in trasformazione, ancora stretto in un paradosso. In Italia lo sentiamo in modo molto concreto: proviamo a far funzionare un’economia digitale del XXI secolo su un’infrastruttura energetica del XX secolo. Una rete spesso obsoleta, prezzi volatili e una conseguenza inevitabile: fiducia più fragile tra aziende, istituzioni e cittadini.
Un Paese che vuole cambiare, ma non sempre riesce a farlo
Il punto non è solo convincere: è abilitare. Perché tra intenzione e azione c’è un gap che non si chiude da solo. A livello globale, quasi un consumatore su due (49%) si dice pronto ad adottare nuove tecnologie energetiche, ma solo il 13% sta davvero cambiando la propria fonte primaria. In Italia la quota di adozione arriva al 16%, ma resta evidente la distanza tra disponibilità e comportamento.
Questo scarto non è esclusivamente economico o tecnologico. È anche informativo: quando i percorsi sono opachi, i tempi incerti e i benefici non sono chiari, la scelta diventa “rimandabile”. E se una scelta è rimandabile, nella vita reale spesso non accade.
In Italia la bolletta è un tema, ma non è l’unico
Il report aiuta anche a leggere meglio le priorità percepite nel nostro Paese. Le bollette in aumento sono indicate come una delle principali sfide domestiche dal 32% dei consumatori. Tuttavia, in Italia emerge con forza un altro tema: l’accesso. Nel dettaglio, la ricerca evidenzia che per gli italiani la vera sfida è la possibilità di accedere a fonti di energia rinnovabili (20% vs 13% globale) e a impianti ed elettrodomestici davvero efficienti (17% vs 9% globale).
In parallelo, il report segnala una particolare sensibilità italiana su due elementi molto di sistema: la dipendenza energetica (20% vs 16% globale) e lo scarso accesso alle rinnovabili (14% vs 10% globale). Sono dati che raccontano una realtà precisa: in Italia la transizione non è percepita solo come scelta etica o ambientale, ma come questione di accessibilità e autonomia, e quindi come tema economico e industriale.
La fiducia come abilitatore
Quando un sistema è percepito come costoso o fragile, la fiducia diventa un’infrastruttura immateriale. E senza quella infrastruttura, anche le innovazioni più promettenti faticano a scalare.
L’Energy Index descrive un contesto dominato da volatilità e fragilità: infrastrutture obsolete, prezzi instabili e credibilità in calo del modello storico. In questo scenario, la comunicazione smette di essere “solo reputazione” e diventa una funzione operativa: ridurre incertezza, chiarire aspettative, costruire trasparenza.
La comunicazione come leva operativa: cosa serve davvero
Se l’obiettivo è trasformare intenzioni in azione, il punto non è aumentare il rumore di fondo: è aumentare utilità, chiarezza e verificabilità dei messaggi. In questa fase, per aziende , operatori della filiera e istituzioni diventano cruciali contenuti e strumenti capaci di spiegare in modo semplice, ma senza banalizzare:
- benefici “comprensibili” (economici, ambientali, resilienza) e condizioni di accesso;
- tempi e iter (passaggi, autorizzazioni, vincoli, responsabilità);
- limiti e capacità della rete e cosa aspettarsi su connessione/implementazione;
- supporti disponibili (incentivi, finanziamenti, partnership, servizi).
È qui che la comunicazione diventa un acceleratore: non racconta la transizione, ma la rende percorribile.
Semplificare senza perdere credibilità: l’agenda per brand e comunicatori
Il report mette in guardia da un errore comune: le promesse generiche non bastano più. In una trasformazione strutturale, la fiducia si costruisce anche e soprattutto sulla capacità di spiegare il come, non solo il perché.
Per l’Italia questo significa una cosa molto concreta: parlare di transizione energetica con un linguaggio comprensibile a chi oggi ha come unico punto di contatto una bolletta spesso poco chiara, e allo stesso tempo accompagnare chi è già più avanti con informazioni pratiche, coerenti e affidabili.
Per contribuire a rispondere a questo crescente bisogno di fiducia, TEAM LEWIS ha lanciato Training for Trust™, un servizio pensato per supportare i clienti nel definire e veicolare i messaggi giusti con autorevolezza. L’obiettivo è trasformare la comunicazione in un vero motore di cambiamento, aiutando le persone a passare dalla consapevolezza a decisioni più sicure e, infine, all’azione.
