Da qualche parte, nei meandri più oscuri di Internet, si nascondono dei doppelgänger digitali: deepfake che parlano come te, ridono come te, ma mentono spudoratamente. Con un solo click, un video può prendere vita e far dire al CEO della tua azienda cose che non ha mai pronunciato. In un attimo, la clip diventa virale, trasformando un messaggio innocente in un incubo digitale. I deepfake sono i nuovi mostri dell’era digitale, ma con la giusta strategia di crisis response puoi ricacciarli nell’ombra.
Nel secondo episodio della serie Marketing Horror Stories, ti spieghiamo come riconoscere i deepfake, reagire rapidamente e usare l’AI come la tua arma più potente per contrastare la piaga digitale dei deepfake.
La nuova generazione di mostri digitali
Nel mondo digitale, i deepfake rappresentano una nuova generazione di mostri. Niente vampiri o licantropi, ma cloni digitali generati dall’Intelligenza Artificiale, mascherati da persone reali. Attraverso tecnologie avanzate, l’AI riesce ad imitare la voce, i movimenti e l’aspetto di chiunque, fino a creare un “gemello digitale” capace di riprodurre ogni parola, gesto o espressione. Davvero inquietante.
Un CEO può improvvisamente rilasciare dichiarazioni che in realtà non ha mai detto, oppure un giornalista può diffondere fake news. È come se qualcuno indossasse un travestimento convincente a una festa di Halloween, solo che in questo caso la maschera resta.
Questi fantasmi digitali minacciano la credibilità di brand e leader. Basta poco perché un video manipolato si propaghi a macchia d’olio sui social media, dando vita alla “storia di fantasmi” del tuo brand, che sembra impossibile fermare. Intervenire in tempo reale è difficile: una volta condiviso, il video si diffonde rapidamente attraverso nuovi account e versioni modificate, diventando quasi impossibile da contenere.
Un deepfake può rimanere in rete per anni come una sorta di spettro digitale, riemergendo ogni volta che qualcuno cerca il tuo nome su Google. In questi casi spesso si va nel panico, esattamente la reazione che questi fantasmi digitali vogliono provocare.
Come reagire efficacemente ai deepfake?
1. Individua la piaga prima che si diffonda
I deepfake si propagano come un’epidemia zombie digitale. Prima li individui, minori saranno i danni. Puoi contrastarli con strumenti di rilevazione basati sull’AI, che ti permettono di capire se un testo, una foto, un file audio o un video sono stati creati tramite machine learning. Pensa a tool gratuiti come Scribbr AI Detector o ZeroGPT: non offrono certezze assolute, ma forniscono una stima abbastanza accurata sull’autenticità di un file. Considerali un po’ come il tuo faro nella notte, non come l’arma di difesa definitiva.
2. Scaccia i fantasmi con una comunicazione trasparente
Quando identifichi un deepfake legato al tuo brand, devi rispondere in modo chiaro e tempestivo. Diffondi al più presto una dichiarazione pubblica, per non lasciare spazio a dubbi o voci di corridoio. Spiega cos’è un deepfake, come l’hai riconosciuto e perché è falso. Puoi anche rafforzare la credibilità delle tue parole con esempi visivi, ad esempio mettendo a confronto il contenuto originale e quello manipolato. Inoltre, avvisa prontamente dipendenti, partner e clienti per evitare che condividano involontariamente il contenuto fake.
Ad esempio, in Italia ci sono ondate di truffe online, che spesso vedono come protagonisti (inconsapevoli) politici, celebrità o medici famosi per pubblicizzare truffe legate a investimenti finanziari e prodotti miracolosi. Un esempio è quello della Banca d’Italia, che nel 2024 ha segnalato pubblicamente la diffusione online di videomessaggi deepfake per promuovere false iniziative finanziarie. In un comunicato ufficiale, l’Istituto ha smentito qualsiasi coinvolgimento e invitato i cittadini a diffidare dei messaggi non provenienti dai canali ufficiali.
La gravità e la diffusione del fenomeno hanno portato il legislatore a intervenire: dal 10 ottobre 2025, è entrato in vigore in Italia un nuovo specifico reato di deepfake. La nuova legge punisce la diffusione di contenuti deepfake senza il consenso della persona rappresentata, qualora ne derivi un danno ingiusto. La normativa punta a tutelare le persone dai rischi, sempre più attuali, di manipolazione digitale e abusi, senza però limitare l’utilizzo creativo o espressivo delle tecnologie AI.
3. Esorcizza i demoni dal tuo flusso di dati
Dopo la rilevazione, è il momento di agire. Contatta le piattaforme dove è stato pubblicato il deepfake (YouTube, X, Instagram, TikTok, ecc.) e chiedi la rimozione immediata del video. Se il contenuto è diffamatorio o illecito, coinvolgi un team legale o le forze dell’ordine. Collabora poi con media affidabili per ristabilire i fatti e smascherare la storia fasulla.
Resta vigile: alcuni deepfake possono tornare con una nuova veste. Monitora la digital footprint del contenuto per capire dove riappare e chi lo condivide, verifica regolarmente l’eventuale presenza di nuovi upload o versioni alternative e pubblica aggiornamenti in tempo reale per comunicare trasparenza e controllo della situazione, impedendo al “mostro digitale” di tornare in vita.
4. Impara dal mostro
Ogni crisi è anche un’opportunità per rafforzare il tuo brand. Usa gli episodi di diffusione dei deepfake per sensibilizzare team e stakeholder: promuovi una formazione adeguata su AI generativa, rischi legati alla privacy ed eventuali vulnerabilità legate ai deepfake. Introduci linee guida per l’uso etico delle tecnologie di Intelligenza Artificiale e forma regolarmente il tuo team di comunicazione per riconoscere e gestire queste situazioni.
Trasforma l’AI nel tuo libro degli incantesimi
L’Intelligenza Artificiale non è sempre un mostro: può diventare un’alleata preziosa per la tua strategia di crisis management! Gli algoritmi intelligenti possono aiutarti a individuare precocemente eventuali anomalie, come un picco improvviso di reazioni negative, un pattern sospetto sui social media o deboli segnali che potrebbero trasformarsi in una crisi vera e propria. In questo modo, avrai un piano d’azione preciso che impedirà ai fantasmi di coglierti di sorpresa. L’AI può anche aiutarti ad esercitarti con il tuo piano, simulando scenari di crisi e testando la reazione del tuo team sotto pressione.
I brand che riescono a combinare l’Intelligenza Artificiale con l’intuizione umana non solo sono in grado di rispondere tempestivamente, ma anche in modo più credibile ed efficace. La tecnologia passa da essere una minaccia a uno strumento di protezione, trasformando un mostro digitale nell’arma più potente a disposizione.