Hannah Brozek

Di

Hannah Brozek

Pubblicato il

maggio 13, 2019

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Fra la nostalgia degli anni ’80 e le challenge a occhi bendati, i prodotti Netflix sembrano influenzare sempre di più le ultime mode culturali. Proprio all’inizio di quest’anno la piattaforma ci ha fatto un gran bel regalo: Marie Kondo. Il programma Facciamo ordine con Marie Kondo ha invitato gli spettatori a dissipare il disordine, fare ordine e identificare quali sono gli oggetti nella propria vita che “suscitano gioia”. In molti hanno adottato il metodo Kondo come guida per l’organizzazione della casa e a noi ha ricordato che c’è un grande organizzatore che segue un metodo simile a quello KonMari ormai da anni: Google.


Non intendiamo certo dire che gli impiegati Google di tutto il mondo hanno armadi perfettamente organizzati, ma che la piattaforma del motore di ricerca utilizza un sistema di selezione dei contenuti che dà priorità a quelli di qualità più alta nella prima pagina della SERP. L’algoritmo di Google rappresenta per i brand una sfida e un’opportunità. Come fa esattamente Google a suscitare gioia nei lettori con i tuoi blog, e-book, pagine web e qualsiasi altra cosa? Con l’ottimizzazione dei risultati di ricerca, o SEO.

Come riporta Moz.com, la SEO è

La pratica di aumentare la quantità e la qualità del traffico al tuo sito tramite i risultati organici dei motori di ricerca.

La relazione fra SEO e contenuti è dinamica e importante. L’ottimizzazione per i motori di ricerca può dare valore alle tue risorse o distruggerle, semplicemente determinando se saranno effettivamente viste e lette dal tuo pubblico target. La SEO è la Marie Kondo del tuo armadio disorganizzato di contenuti. Senza una buona ottimizzazione le tue risorse resteranno sparpagliate e nascoste fra le pagine di Google. Con la SEO, invece, Google vedrà che i tuoi contenuti portano valore (e suscitano gioia) ai lettori e li farà salire in cima ai risultati di ricerca.

Tutti gli autori vorrebbero che i loro contenuti fossero letti da tante persone, ecco che allora una strategia SEO sembra la soluzione più naturale. Ma esattamente, come puoi Kondizzare i tuoi contenuti? Ecco qualche tattica SEO che puoi usare per far salire i tuoi contenuti nella prima pagina dei risultati di ricerca.

 

Marie Kondo Netflix

via Netflix

Analisi delle parole chiave dei competitor e ricerca delle keyword

Quando pensi a come dare il via alla tua strategia SEO, dovresti sempre iniziare con l’analisi delle parole chiave dei tuoi competitor e la ricerca delle parole chiave importanti per il tuo brand/business. Quest’attività funzionerà da benchmark e ti mostrerà su quali parole chiave dovresti concentrarti, come si classificano i tuoi competitor nel ranking di una parola chiave e come puoi migliorare i tuoi contenuti e la tua strategia SEO. Questa ricerca preliminare sarà la tua stella polare da seguire quando arriverà il momento di pianificare e redigere i contenuti.

 

Content pitch/ Pipeline plan

Ora che hai identificato le keyword da sfruttare, puoi costruire la tua pipeline di contenuti di conseguenza. Individua le 5 – 10 migliori keyword e keyphrase della tua ricerca e sviluppa headline e topic del tuo blog che rispecchino quelle parole chiave. In questo modo, costruirai i contenuti avendo in mente la SEO già in partenza.

 

Cluster di contenuti

Creare un cluster significa mettere insieme cose simili. Lo stesso succede con i cluster di contenuti, una tattica SEO pensata per creare un thread lineare che metta in connessione fra loro tutti i contenuti creati dal tuo brand. Prendiamo per esempio un’azienda di cybersecurity. Se scrivesse un blog post intitolato “Cos’è un ransomware”, nel testo dovrebbe esserci anche un collegamento ipertestuale su keyword e keyphrase preidentificate. Il link potrebbe portare a una breve soluzione sul ransomware, che potrebbe a sua volta essere collegata a una pagina prodotto per la protezione dai ransomware, e così via. Ecco cosa intendiamo per un cluster di contenuti. La validità di un cluster dipenderà interamente dalla ricchezza di parole chiave negli anchor text, che si collegano a ritroso fino alle categorie principali delle keyword della nostra content strategy. Insomma, collegamenti ipertestuali intelligenti.

 

Ottimizzazione on-page

Una volta completata una bozza generale dei tuoi contenuti, dovresti fare un passo indietro e riesaminare il tuo lavoro per individuare eventuali errori o fare gli edit necessari. Dovresti anche fare lo stesso per la SEO, rivedendo le bozze per controllare che il corpo del testo sia SEO friendly. Alcune cose a cui prestare particolare attenzione sono: la lunghezza del testo (è preferibile avere delle bozze di almeno 1.000 parole), i tag title e una breve meta description, che non solo aiuterà i tuoi contenuti a raggiungere la prima pagina ma ti assicurerà una migliore visualizzazione e la correttezza delle informazioni mostrate in SERP.

 

 

Utilizzando queste tecniche, i tuoi contenuti rispetteranno gli standard di Google e saranno sulla buona strada per la prima pagina dei risultati di ricerca. Quando SEO e contenuti lavorano insieme, si riesce a suscitare molta gioia, sia in chi legge che in chi scrive.

Se vuoi saperne di più sul felice connubio fra contenuti e SEO, puoi guardare la registrazione del nostro webinar Content e SEO.

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