Ogni anno, tante aziende si affrettano ancora ad adottare un brand look a tema Pride, inserendo simboli arcobaleno e rappresentanti della community LGBTQIA+ nelle proprie campagne pubblicitarie. Eppure, molte aziende, comprese le agenzie di marketing e PR, non riescono a comprendere e condividere appieno il vero significato del Pride Month, al di là del mese di giugno.
Cos’è il Rainbow Washing?
Durante l’anno, sono poche aziende che si impegnano attivamente per promuovere l’inclusione della comunità queer e dei propri dipendenti LGBTQIA+. Spesso il Pride viene considerato solo un’occasione per farsi pubblicità e sembrare più aperti e inclusivi. Questo comportamento da parte delle aziende viene chiamato rainbow washing.
Per non cadere in queste dinamiche e abbracciare veramente il significato del Pride Month, è fondamentale definire attività concrete da attuare anche prima e dopo, strutturando un sostegno autentico e un reale impegno verso l’inclusività.
Cosa puoi fare per evitarlo?
Promuovere awareness durante il mese di giugno è importante, ma lo è altrettanto comprendere appieno cosa significa essere davvero un alleato della comunità LGBTQIA+.
Prima di tutto, è necessario avere empatia sia da parte dei singoli dipendenti che dall’azienda stessa. Ciò significa che tutto deve partire dal core message dell’azienda, dai brand con cui collabori e anche dal modo con cui ti poni personalmente sul posto di lavoro. Cosa fai ogni giorno per supportare le persone queer? Cosa puoi fare per migliorare?
Affinché tutto questo sia possibile, è fondamentale mettere a disposizione dei dipendenti le risorse per imparare di più sulla comunità LGBTQIA+ e su come le persone queer vengono integrate naturalmente nell’azienda. Creare spazi di discussione libera in cui poter affrontare i temi della comunità LGBTQIA+ e fornire uno spazio sicuro in cui chiunque possa esprimere la propria opinione sono due attività che ti permettono di coltivare un ambiente di lavoro sano e inclusivo.
Le politiche interne dovrebbero includere anche informazioni circa l’utilizzo di un linguaggio inclusivo, sensibilizzare sulle questioni relative a identità di genere e orientamento sessuale, ma anche prevedere il giusto supporto per un eventuale coming out sul posto di lavoro.
Cosa c’entrano i finanziamenti?
Tutte le operazioni di awareness relative alle battaglie portate avanti dalla comunità LGBTQIA+ sono importanti e necessarie, ma molte organizzazioni queer-friendly dispongono di fondi limitati da poter utilizzare. Quindi, oltre a tutte le misure interne che si possono attuare per evitare il rainbow washing e promuovere un ambiente accogliente e inclusivo, le aziende possono fornire anche un supporto economico alle organizzazioni che si battono per i diritti LGBTQIA+.
Finanziare queste iniziative durante tutto l’anno significa essere davvero alleati della comunità queer. Farlo una tantum, nel mese di giugno, è rainbow washing.
L’importanza della diversità
Un brand non può essere considerato un vero alleato della comunità LGBTQIA+ se i suoi dipendenti non rispecchiano l’eterogeneità e la molteplicità di comunità presenti all’interno della società odierna.
Diversità e inclusività devono essere parte integrante del processo di assunzione per coltivare un ambiente culturale in grado di promuovere equità, integrazione e gentilezza. È anche grazie alla rappresentanza di diversi orientamenti sessuali e identità di genere all’interno dell’azienda che si possono combattere attivamente gli stereotipi e promuovere un vero cambiamento.
Senza questi presupposti, le aziende continueranno semplicemente a sfruttare la comunità queer per scopi puramente commerciali, utilizzando i colori arcobaleno come simbolo vuoto invece che come segno di vero attivismo e supporto.

