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Marzo in breve: la storia che ha commosso il web
In questa puntata di Una Cosa Al Volo facciamo il punto su marzo, un mese che non dimenticheremo facilmente. Dall’operazione militare contro l’Iran, e le sue ricadute su energia, disinformazione e responsabilità dei brand, fino ai momenti più leggeri della cultura pop: Sanremo, le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina, e la storia di Punch, la scimmietta diventata protagonista involontaria di una campagna IKEA. Nel mezzo, spazio anche alle rivalità tra McDonald’s e Burger King e al lavoro della TEAM LEWIS Foundation.

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Mari: Bentornati in questa nuova puntata di Una Cosa Al Volo dedicata al mese di marzo. È un po’ che non ci sentiamo, perché a febbraio abbiamo lasciato spazio a due episodi speciali.
Ale: Sì, diciamo che anche questa puntata, a modo suo, è un po’ diversa dalle altre, perché marzo 2026 non è stato un mese come gli altri. Infatti il 28 febbraio, come saprete, hanno dato il via a un’operazione militare contro l’Iran.
Mari: Esatto, lo stiamo vivendo sulla nostra pelle, non possiamo far finta di niente. Anche l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha lanciato un allarme serio: questa guerra rischia di provocare il più grande shock energetico nella storia dei mercati globali. Le aziende già lo sentono, soprattutto sul fronte dell’approvvigionamento di petrolio e di energia.
Ale: Ovviamente non sta a noi analizzare il conflitto nel dettaglio, ci sono fonti molto più autorevoli per questo. Ma per chi lavora nella comunicazione è un momento molto delicato. Quindi, restando su ciò che ci tocca più da vicino, le grandi aziende tech e l’intelligenza artificiale stanno avendo un ruolo cruciale nella produzione e distribuzione di contenuti falsi. Infatti, già nei primissimi giorni del conflitto Grok, che per chi non lo sapesse è l’intelligenza artificiale di X, ovvero il vecchio Twitter, ha contribuito in modo significativo alla disinformazione con video e immagini fake diventate praticamente virali.
Mari: Sì, la situazione è peggiorata giorno dopo giorno, anche perché gli strumenti di intelligenza artificiale generativa ormai sono accessibili a tutti. A questo si aggiunge anche il fatto che diventa sempre più difficile distinguere cosa è AI da cosa non lo è. E anche i chatbot fanno fatica a stare al passo. Negli audit mensili di NewsGuard emerge che i principali sistemi di intelligenza artificiale ripetono informazioni false circa una volta su tre quando vengono interrogati su temi di attualità un po’ controversi.
Ale: In un contesto come quello bellico, la sicurezza informatica e l’utilizzo di Internet diventano ancora di più dei temi centralissimi e un problema diffuso su scala industriale e mondiale. La responsabilità di chi produce contenuti non è mai stata così alta.
Mari: A proposito di sicurezza informatica in ambito aziendale, la situazione che stiamo vivendo in questo momento pone dei rischi molto più alti. Sappiamo che ormai l’intelligenza artificiale fa parte anche della nostra quotidianità professionale. Una delle cose che abbiamo fatto recentemente noi di TEAM LEWIS è stata lanciare Marketing Sidekick, che è proprio una piattaforma di AI con un LLM interno, quindi assolutamente un ambiente sicuro e protetto, per poter essere utilizzato dalle aziende con una serie di tool per diversi diversi scopi, ovviamente tutti in ambito di marketing e comunicazione.
Ale: In un momento come questo, strumenti simili che riescono a garantire una maggiore sicurezza per le aziende, rappresentano un vantaggio competitivo molto importante. Direi che però è giunto il momento di alleggerire un po’ la conversazione.
Mari: Sì, ti prego!
Ale: Per riprendere il filo dell’altra, volta siamo un po’ peso. Quindi restiamo in ambito marketing e passiamo alla cultura pop.
Mari: Assolutamente. Torniamo su uno dei topic di fine febbraio che ha catalizzato l’attenzione degli italiani anche a marzo. Parliamo del Festival di Sanremo, che come ogni anno è stato un pezzetto della memoria culturale collettiva e che continuiamo a vedere sui social tra vari meme, in particolare quello del vincitore Sal Da Vinci con la canzone Per sempre sì, ma anche con qualche tormentone come la canzone di Ditonellapiaga Che fastidio!… che mi verrebbe dire sono le due canzoni che riassumono anche un altro grande evento del mese di marzo: il referendum. Ma non dirò oltre.
Ale: Restando in tema Sanremo, se vogliamo analizzare da vicino la 76ª edizione del Festival, in realtà possiamo vedere che è stato un po’ sottotono, soprattutto per quanto riguarda la conversazione pre-Festival. Nello specifico abbiamo analizzato i dati provenienti da Google Trends e abbiamo riscontrato un calo dell’interesse nei 30 giorni prima dell’evento. Sicuramente questo è dovuto anche all’effetto delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina che si sono svolte proprio nel periodo canonico del Festival e che quindi hanno attirato l’attenzione nelle settimane immediatamente precedenti.
Mari: Sì, esatto. la settimana del Festival di Sanremo, è stata proprio spostata.
Ale: La Settimana Santa.
Mari: Esatto, è stata collocata proprio tra le Olimpiadi e le Paralimpiadi. Quindi ecco, sicuramente questi grandi eventi sportivi hanno attirato l’attenzione molto di più. E restando in tema di Olimpiadi e Paralimpiadi, da vari approfondimenti anche sul nostro blog, l’aspetto centrale che emerge è che non si è parlato solo di sport, ma questi due grandi eventi sono stati, al contrario, un enorme palcoscenico anche di city branding e un’occasione concreta per dimostrare che cosa significano davvero inclusione e accessibilità.
Ale: Sì, sono due valori per noi molto importanti, soprattutto perché grazie alla TEAM LEWIS Foundation abbiamo avuto l’onore di essere Communications Partner di Earth ∞ Pieces Milano 2026, vero Mari?
Ale: Sì, esatto. Earth ∞ Pieces Milano 2026 è stato un grande progetto musicale ma non solo, ideato da quelli che sono stati i direttori artistici della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 e che hanno appunto creato questo nuovo appuntamento a Milano. L’evento è culminato con la realizzazione di una versione unica e irripetibile dell’Inno alla Gioia di Beethoven, composta in un solo giorno da un’orchestra di persone che non si erano mai incontrati prima, che sono arrivate da tutto il mondo con diversi background e con diverse esperienze musicali, con e senza disabilità. E il risultato, devo dire, è stato qualcosa di veramente emozionante.
Ale: Posso solo immaginare! C’è anche da dire che più inclusivi di così, non si può. Tutto questo è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione di alcune associazioni, in particolare Slow Label dal Giappone e Komorebi ETS e Allegro Moderato che invece hanno sede a Milano. Noi in Italia, grazie alla TEAM LEWIS Foundation, abbiamo anche avuto più volte modo di collaborare con AllegroModerato e di supportarli attraverso diverse ore di attività pro bono.
Mari: Abbiamo questa questa grande fortuna di avere la TEAM LEWIS Foundation che ci permette di sostenere con denaro e con appunto la nostra professionalità le cause che ci stanno più a cuore. E tra l’altro, proprio a marzo, è uscito anche l’Impact Report 2025-2026 che racconta i risultati del programma della TEAM LEWIS Foundation e il programma delle donazioni in tutte le country del mondo. Dal 2021 ad oggi abbiamo supportato oltre 2600 cause, con 7 milioni di dollari e migliaia di ore di supporto professionale pro bono offerto proprio tramite la TEAM LEWIS Foundation.
Ale: Bene. E adesso, per dirla un po’ in maniera clickbait, passiamo alla storia che ha commosso il web durante il mese di marzo. Il protagonista si chiama Punch, è una scimmietta nata in uno zoo del Giappone: è stato abbandonato dalla madre qualche giorno dopo la nascita, è stato ripudiato e praticamente bullizzato dai suoi simili all’interno dello zoo e per diverso tempo il suo unico amico, per così dire, è stato una scimmietta IKEA che gli ha donato uno degli operatori dello zoo. Ma ci tengo a rincuorare gli ascoltatori perché adesso Punch si è integrato benissimo nel gruppo e parrebbe avere anche una fidanzata.
Mari: Abbiamo visto tutti e abbiamo pianto tutti davanti ai video della scimmietta Punch con il suo peluche IKEA. Ovviamente, IKEA stessa non poteva lasciarsi sfuggire questa occasione e ha scelto di entrare nella conversazione in un modo molto discreto, raccontando come i propri prodotti possano accompagnare chiunque nelle diverse fasi della vita.
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Quindi non c’è stato uno storytelling puramente commerciale, ma appunto cavalcando l’onda della storia di Punch, solo tante emozioni. La storia di Punch ha inevitabilmente generato una valanga di contenuti non solo da parte di IKEA, ma anche di moltissimi altri brand. Noi stessi abbiamo pubblicato anche un contenuto su TikTok dedicato alla scimmietta Punch. Se non l’avete visto ci trovate come @teamlewis_it.
Ale: E fra l’altro IKEA è uno di quei brand che riesce a inserirsi nella conversazione in modo sempre geniale, anche molto naturale. In occasione dell’8 marzo ha scelto di sollevare il tema del Gender Pay Gap, vale a dire del divario retributivo tra uomini e donne, che in Italia si attesta attorno al 25%. Quindi quale modo migliore per rappresentare questa situazione scomoda se non tagliando il 25% delle sedie e poltrone più iconiche di IKEA? Hanno infatti rappresentato in modo visivo e concreto questo divario, dimostrando che molto spesso non servono tante parole per lanciare un messaggio così forte e potente.
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Mari: Sì, hai ragione, a volte basta anche solo un morso…
Ale: Forse ti stai riferendo alla vicenda tra McDonald’s e Burger King?
Mari: Mi sta riferendo proprio a loro, Ale. Parliamo di due brand, McDonald’s e Burger King, che da sempre nel marketing e nella comunicazione si punzecchiano. Ognuno aspetta il passo falso dell’altro per entrare nella conversazione. Questa volta il passo falso è stato quello di McDonald’s, che ha pubblicato un video del suo CEO che addentava il nuovo panino in una maniera un po’ poco convinta. Ovviamente, la risposta di Burger King è stata immediata e ha pubblicato un video del suo presidente che mangia in modo molto più deciso in un panino e se lo gusta. La frecciatina è stata chiara, ma diciamo già sui social il pubblico si era scatenato con commenti su questo grande morso al panino di McDonald’s. Quindi ecco, ribadiamo che a volte le parole sono quasi superflue. È il modo in cui vengono presentati i prodotti a fare davvero tutta la differenza.
Ale: Assolutamente, ma direi che per oggi abbiamo detto tutto, no? È stata una puntata molto densa, abbiamo affrontato una serie di temi impegnativi, forse più di altre volte. Mari, tu cosa ti porti a casa da questo marzo così intenso?
Mari: Allora forse che proprio perché siamo in un momento storico così impegnativo, non possiamo tacere e non possiamo fare finta di niente. Al contrario, dobbiamo cercare di essere resilienti, di adattarci di fronte a uno scenario che cambia molto velocemente. E come professionisti della comunicazione dobbiamo scegliere cosa e come dirlo per continuare a costruire storie vere, ma soprattutto per continuare a offrire contenuti utili e di qualità per il nostro pubblico.
Ale: Grazie Mari e direi anche un grande grazie ai nostri ascoltatori.
Mari: Sì, se siete arrivati fin qui vi invitiamo a recuperare anche i due episodi speciali dedicati al Positive Change Index che abbiamo registrato in compagnia di Dojo e TheFork. Per questo mese è tutto. Ci sentiamo prossimamente per un’altra puntata di Una Cosa Al Volo.

