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Ottobre in breve: Festival del Podcasting e brand da paura
In questa puntata di Una Cosa Al Volo facciamo il punto su ottobre, tra eventi, novità social e campagne da brividi. Dagli spunti del Leadership Forum e del Festival del Podcasting alla competizione pubblicitaria tra Meta e TikTok, fino alle novità di ChatGPT tra advertising e misurazione del traffico. Passando per le attivazioni di Halloween di Google, Pringles e Reese’s, con una riflessione su come dare nuova vita ai contenuti e trasformare dati e storie di brand in racconti che lasciano il segno.

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Mari: Ciao a tutti e bentornati in una nuova puntata di Una Cosa Al Volo.
Ale: Eccoci qua, Mari. Anche ottobre devo dire che è stato un mese pieno zeppo di cose da raccontare tra eventi, ovviamente intelligenza artificiale, ma anche alcune novità dal mondo dei social.
Mari: Sì, tra tutte queste novità abbiamo raccolto parecchi spunti da mettere alla prova. Ci siamo lasciate anche un po’ di spazio per Halloween, per la gioia di Ale e non solo. Ma prima di cominciare, sigla!
Ale: Dunque, Mari, farei un attimo un doveroso passo indietro per parlare molto brevemente di quello che è successo dentro i social, ma soprattutto fuori dai nostri feed. Perché ottobre è stato un mese molto delicato in cui il tema del costo della vita è tornato al centro della conversazione e l’inflazione italiana ha raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni, quindi ha portato inevitabilmente a una riduzione della spesa reale. È anche per questo che, da Nord a Sud, l’Italia sostanzialmente è scesa in piazza.
Mari: Sì, esatto, non potevamo non citare questi accadimenti perché il nostro ufficio è proprio in una delle vie centrali di Milano, che sicuramente magari visto sui social e che ha subito da vicino gli scontri. Vorrei però chiudere questa nota iniziale in realtà con un messaggio positivo, di speranza. Infatti, dopo i primissimi giorni di tensione, diversi gruppi di giovani si sono riuniti per restituire decoro alla città. Non risolve il problema del carovita, certo, però è un gesto che vale la pena di raccontare.
Ale: Assolutamente. Ma detto questo, passiamo a ciò che ci riesce meglio, quindi parliamo di comunicazione. Ottobre per noi come dicevamo anche all’inizio della puntata è stato un mese ricco di spunti di riflessione. Sia perché TEAM LEWIS era presente al Leadership Forum organizzato da ROI Group, sia perché abbiamo partecipato in prima persona anche al Festival del Podcasting. Quindi, da cosa vuoi partire Mari? Perché abbiamo un sacco di roba da dire.
Mari: Allora, andiamo in ordine cronologico, quindi direi che partiamo proprio dal Leadership Forum. A onor del vero, l’evento si è tenuto gli ultimi due giorni di settembre. Noi di TEAM LEWIS eravamo presenti per il secondo anno come Communications Partner. Un grande saluto a Chiara, la nostra Vice President, che ha raccontato le sue riflessioni
in un interessantissimo blog post sul nostro sito. Quello che colpisce di più è proprio il ritagliarsi momenti come questi per uscire dalla quotidianità e ascoltare voci autorevoli che magari non c’entrano niente con il tuo settore, ma riescono a portare una prospettiva completamente nuova alla tua leadership.
Ale: Sono completamente d’accordo, perché uscire dalla propria comfort zone e partecipare ad eventi come questi ti fa tornare a casa sempre con una nuova idea o comunque qualche domanda in testa, che è un po’ quello che è successo anche noi con il Festival del Podcasting che si è tenuto i primi di ottobre. Ovviamente ci siamo sentite chiamate in causa, perché ascoltavamo gli interventi e intanto pensavamo “Ma sai che questo potremmo farlo anche noi?”. Quindi niente, siamo tornate a casa con tantissime idee per migliorare questo podcast ma non vi spoileriamo niente, quindi vi consiglio di restare sintonizzati per saperne di più.
Mari: Sì esatto, niente spoiler. Qualche considerazione che però possiamo condividere con i nostri ascoltatori c’è. Sul nostro blog trovate tutto snocciolato nel dettaglio, ma in questo caso direi che ci sono due aspetti chiave che vale la pena approfondire. Il primo è il concetto di liquid content che piace molto a noi marketer, quindi ecco una cosa che diciamo sempre è che non c’è bisogno di reinventare la ruota, quindi un contenuto nato per un canale, se è valido, magari può essere riadattato e funzionar bene anche su altre piattaforme senza perdere di senso.
Ale: Che è un po’ diciamo il concetto del meal prep applicato al marketing, se vogliamo.
Mari: Esattamente, in questo caso è molto più facile devo dire, diventa lo sviluppo di un vero proprio content hub. Il secondo aspetto da tenere a mente è che l’ideazione, la produzione e la pubblicazione di un podcast perdono valore se non c’è dietro un grande lavoro di ottimizzazione dietro, quindi se siete degli addetti ai lavori come noi abbiamo preparato per voi un elenco in sette step per ottimizzare i vostri podcast.
Ale: Ora però Mari, passerei alla parte più social di questa puntata se sei d’accordo.
Mari: Assolutamente.
Ale: Dunque, il 6 ottobre Instagram ha compiuto ben 16 anni, quindi gli facciamo gli auguri ufficialmente con questa puntata del podcast, giusto un accenno velocemente perché meriterebbe uno spazio tutto suo… infatti ci sarà una puntata del podcast dedicata proprio a questo.
Mari: Non avevamo detto niente spoiler, Ale?
Ale: Eh, vabbè… Ops. Mentre ognuno di noi adesso si prende il tempo necessario per affrontare emotivamente quanto fossero cringe i nostri primi post su Instagram, c’è altro che bolle in pentola in casa Meta. Infatti, nell’ultimo mese la piattaforma deciso di bloccare le pubblicità del gruppo proprietario di TikTok negli Stati Uniti e in altri sei paesi. L’Italia in questo caso non è coinvolta. Il blocco comprende anche gli annunci di terzi che rimandano alle proprietà ByteDance. È un segnale secondo me molto interessante perché parla di quanto la competizione tra piattaforme possa incidere anche sulle possibilità pubblicitarie di noi marketer e dei brand in generale.
Mari: Vero, infatti Meta ha rivendicato questa scelta dicendo di non voler offrire promozione a un concorrente che punta portare le persone fuori dalle sue app. Si tratta magari di una risposta a TikTok, che per primo rifiutato alcuni
annunci di Meta in piattaforma. Ma il punto non è tanto il botta e risposta fra queste due piattaforme, quanto quello
che ci racconta un po’ sul settore, ovvero che le piattaforme social si stanno sempre un po’ più chiudendo in se stesse. Le strategie multicanale devono sempre di più fare i conti anche con regole e rivalità di chi le gestisce.
Ale: Molto interessante questo devo dire. Però restando sul tema dell’advertising, nella scorsa puntata avevamo parlato con entusiasmo di ChatGPT Ads, che attualmente possiamo dire essere una sorta di work in progress per tutto
il settore, perché si tratta di una novità assoluta per tutti. Alcuni inserzionisti però hanno già notato che le inserzioni su ChatGPT in realtà coincidono con un aumento del traffico organico. Come avevamo detto, OpenAI dice che le inserzioni non influenzano i risultati organici e quant’altro, quindi parte di questa crescita in realtà potrebbe essere solo un problema di classificazione del traffico e i clic sugli annunci vengono scambiati per referral organici dentro Google Analytics sostanzialmente.
Mari: E se da un lato il traffico sembra moltiplicarsi, dall’altro invece sembra sparire. Infatti, dal 9 ottobre molti siti hanno registrato un forte calo delle visite provenienti da ChatGPT, ma a quanto pare non si tratterebbe di una perdita reale di visitatori, quanto piuttosto di un cambio nel tracciamento proprio su Google Analytics. Quindi, in vista dei report
di fine anno, il nostro consiglio è: appuntatevi che ad ottobre questo drop del traffico AI potrebbe non essere un reale problema di performance, ma di misurazione. Direi di arrivare al momento che stavi aspettando da inizio puntata Ale.
Ale: Evvai! In una sola parola: Halloween. Chi mi conosce sa che è la mia festa preferita. E sono sempre molto curiosa in realtà di scoprire cosa si inventano i brand per celebrare questa giornata. Partirei infatti con Google Frightgeist, che è un analisi annuale sui trend di ricerca di Halloween negli Stati Uniti. Quest’anno è stata presentata con un sito interattivo tutto da esplorare, trasformando così la lettura dei risultati, che di per sé è una cosa un po’ noiosa, in un’esperienza editoriale molto immersiva e in un caso di data storytelling. A chi non verrebbe voglia di leggere un report così?
Mari: Sì, infatti è un bell’esempio per chi fa marketing, perché ci mostra proprio che i dati raccontati bene possono diventare un contenuto di per sé, non solo supporto ad altri contenuti. E visto che ti vedo bella carica, parlerei anche di Pringles, che quest’anno per Halloween ha portato all’estremo il concetto di brand loyalty… fino alla morte, diciamo.
La campagna si chiama Once You Drop e parte da una storia reale. Una parte delle ceneri dell’ideatore del tubo di Pringles fu conservata proprio in uno di quei contenitori dopo la sua morte. Da qui un concorso che mette in palio un’urna personalizzata ispirata al tubo Pringles e una fornitura di patatine a vita… o a morte direi.
Ale: Penso che qui l’umorismo macabro funzioni proprio perché nasce da un elemento riconoscibile del brand e da un aneddoto reale. Non è che Pringles si mette un costume per Halloween, ma è Halloween che dà l’occasione a Pringles di raccontare una storia che gli appartiene completamente. Restando però in tema food, e Halloween ovviamente, citerei un’ultima chicca di quest’anno, perché Reese’s ha lanciato un sondaggio per trovare la strada americana migliore per fare dolcetto o scherzetto. A giudicare i risultati c’è un vero e proprio Halloween Council che coinvolge diversi creator e celebrity, tra cui la fantastica e amatissima Cristina Ricci, che appunto è diventata iconica per la sua interpretazione nel ruolo di Mercoledì Addams.
Mari: Che adoro! Quello che mi piace di questa attivazione è proprio che sposta l’attenzione dal dolcetto in sé al rituale del trick or treat. Il prodotto resta dentro il suo momento di consumo, ma il racconto si allarga. Le case decorate, le persone travestite, il giro nel quartiere.
Ale: Assolutamente d’accordo con te Mari. Sono proprio emozionata per tutti questi contenuti di Halloween. Ma direi che siamo un po’ giunte alla fine di questa puntata, quindi ti devo fare la fatidica domanda. Qual è la cosa al volo che ti porti da questo ottobre bello intenso?
Mari: Allora, direi prima di chiederci quale contenuto nuovo produrre, ogni tanto dovremmo anche guardare a quello che abbiamo già e soprattutto a come lo vogliamo raccontare. Magari possiamo ripensare a uno spunto o un approfondimento, o abbiamo dei dati o una ricerca che stiamo raccontando nel modo meno interessante e possibile che possiamo vivacizzare un po’. Quindi ecco, la mia cosa al volo è riprendere in mano quei contenuti che magari meritavano più attenzione chiederci cosa farne di diverso. Non semplicemente ripubblicandoli, ma dandogli proprio un’altra vita.
Ale: Grazie Mari e grazie a tutti i nostri ascoltatori. Torneremo presto nelle vostre cuffie con un nuovo episodio di Una Cosa Al Volo. A presto!
Mari: Ciao!