Che tu stia facendo una ricerca per lavoro, organizzando una vacanza o cercando velocemente il supermercato più vicino a te, usi un motore di ricerca quasi ogni giorno. E come te la maggior parte delle altre persone.
Nel maggio 2025, google.com è stato il sito più visitato in Italia, con circa 2,82 miliardi di visite totali. Ma c’è un dato ancora più interessante: il modo in cui effettuiamo le ricerche sta cambiando, soprattutto perché stanno entrando in scena nuovi player come ChatGPT, che nell’aprile 2025 ha registrato 11 milioni di utenti in Italia, un aumento del 65% rispetto all’inizio dell’anno. Sempre più persone stanno passando dai motori di ricerca tradizionali alle piattaforme di Intelligenza Artificiale, e questo sta inevitabilmente trasformando il modo in cui le aziende ottengono e mantengono la propria visibilità online.
In questo articolo, il nostro Global SEO Manager Rick Tousseyn spiega cosa aspettarsi dall’AI Search oggi.
Il mondo della ricerca online sta cambiando rapidamente
Google resta in cima alla classifica in Italia, ma il panorama sta subendo una trasformazione a livello globale. Per la prima volta dopo anni, Google sta perdendo terreno nella ricerca online. La sua quota di mercato è in calo, e non è certo un caso. Sempre più persone si affidano agli strumenti di Intelligenza Artificiale come ChatGPT, che viene utilizzato da oltre 300 milioni di persone nel mondo ogni settimana.
Le nuove piattaforme di AI come Perplexity, Claude, You.com, Google AI Mode, ma anche TikTok e LinkedIn, stanno rivoluzionando il modo in cui gli utenti cercano e trovano le informazioni. Se prima ci affidavamo a Google per qualsiasi domanda, ora molte persone preferiscono parlare direttamente con un’AI. Perché? Perché l’AI è più veloce, più personalizzata e spesso più diretta nelle risposte. Invece di scorrere tra decine di link, gli utenti ottengono quasi sempre una risposta immediata e utile.
Che aspetto ha l’AI Search?
Forse l’hai notato: anche Google sta integrando sempre più spesso gli “AI Overview” nella parte superiore dei risultati di ricerca classici (SERP). Ancora prima di cliccare su un link, ottieni una risposta sintetica e chiara alla tua domanda.
Inoltre, negli Stati Uniti è stato lanciato Google AI Mode, che funziona come ChatGPT, Perplexity o Claude, ma con uno stile tutto suo. Fai una domanda e ricevi un riassunto preciso in pochi secondi, con tanto di riferimenti alle fonti. Non devi più esaminare ogni singolo link: ottieni subito la risposta che stai cercando.
Hype o realtà?
Ora magari ti starai chiedendo: “Ma non è solo l’ennesima moda passeggera?”. Domanda più che legittima, perché parliamoci chiaro: la maggior parte del traffico web arriva ancora da Google. Per molti siti, il traffico proveniente dalle piattaforme AI è ancora inferiore al 2%. Non sembra molto e sì, Google è ancora in testa.
Tuttavia, lo sviluppo e la rapida diffusione degli strumenti di AI meritano la giusta attenzione. Stanno accelerando sempre di più ed è solo una questione di tempo prima che ne sentiremo effettivamente l’impatto. La tecnologia e la user experience stanno migliorando di settimana in settimana e le nuove generazioni, Gen Z e Gen Alpha, non hanno la pazienza di cliccare e scrollare all’infinito per ottenere ciò che cercano.
Conclusione
I primi segnali del cambiamento sono già ben visibili: gli utenti hanno cambiato abitudini di ricerca e i tool di AI si stanno integrando sempre di più all’interno di browser, app e sistemi operativi.
Non è un trend passeggero: si tratta di una vera e propria rivoluzione in atto, che sta ridefinendo le regole del gioco per aziende, brand e professionisti della comunicazione. Chi inizia già ora a prepararsi a questo nuovo scenario, nel prossimo futuro non si limiterà a inseguire le novità, ma sarà tra i pionieri del cambiamento stesso.
La SEO tradizionale resta una base solida, ma non basta più. È tempo di adattare la propria content strategia a un mondo in cui le ricerche diventano conversazioni e le risposte arrivano immediatamente da un’intelligenza artificiale.
