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TEAM LEWIS

Pubblicato il

Maggio 19, 2026

Tag

energia, podcast, rinnovabili, Transizione Energetica, trend, Una Cosa Al Volo

Nel decimo episodio della nuova stagione di Una Cosa Al Volo, commentiamo l'Energy Index 2026 con Giorgio Tomassetti, CEO di Octopus Energy Italia.


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Parliamo di energia insieme a Octopus Energy

L’Energy Index è uno studio globale basato su oltre 2.500 interviste online, raccolte tra il 30 dicembre 2025 e il 13 gennaio 2026. Dal report emerge un mondo in piena e urgente transizione: sistemi obsoleti, costi alle stelle e fiducia dei consumatori erosa.

In questo episodio speciale di Una Cosa Al Volo, commentiamo l’Energy Index 2026 insieme a Giorgio Tomassetti, CEO di Octopus Energy Italia, una realtà che punta a trasformare il settore energetico e a rendere le rinnovabili accessibili a tutti, grazie a un approccio fortemente orientato alla tecnologia.

Una Cosa Al Volo - Octopus Energy Italia

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Federica: Buongiorno e bentornati in una nuova puntata speciale di Una Cosa Al Volo, il podcast di TEAM LEWIS. Io sono Federica Campori, Managing Director Client Engagement dell’agenzia.

Manuele: Io sono Manuele De Mattia, Head of Corporate Communication. Abbiamo voluto dedicare una puntata speciale del nostro podcast al mondo dell’energia. Di recente abbiamo pubblicato l’Energy Index, uno studio su come sta avvenendo la transizione energetica, quali sono le principali barriere e le principali opportunità. La ricerca ha coinvolto circa 2500 persone di questo settore e abbiamo il piacere di commentarla con Giorgio Tomassetti, CEO di Octopus Energy Italia. Grazie Giorgio per essere con noi oggi.

Giorgio: Grazie per l’invito.

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Energy Index

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Federica: Cominciamo subito con un dato abbastanza importante emerso dall’Energy Index: per il 32% dei consumatori italiani l’aumento delle bollette è una delle principali sfide domestiche, percentuale che supera il 40% se pensiamo a paesi come Regno Unito, Germania e Francia. Da player in questo settore, qual è la scelta o il suggerimento più controintuitivo per ridurre quest’ansia da bolletta? E come può una comunicazione efficace avere un impatto in questo senso?

Giorgio: I consumatori non vogliono la bolletta, vogliono l’energia. In mezzo c’è un mondo. Di fatto, il lavoro di compagnie energetiche come Octopus Energy è quello di andare a semplificare un mondo complesso. Per farlo, possiamo utilizzare la comunicazione e la grafica, perché sono gli aspetti su cui possiamo lavorare oggi. Nel frattempo, però, dobbiamo lavorare attivamente affinché questo mercato diventi più semplice. Per questo Octopus, in qualità di agente del cambiamento, è il soggetto che si rivolge alle istituzioni per proporre soluzioni concrete per semplificare il mondo e renderlo più vicino all’esigenza del consumatore. Su questo filone abbiamo anche pubblicato e lanciato il nostro Manifesto, un insieme di 10 punti che sono frutto dell’ascolto attivo dei consumatori. Con questi 10 punti noi ci presentiamo dalle istituzioni da ormai più di un anno per spiegargli quello che le persone vorrebbero cambiare. Di fatto oggi l’ansia da bolletta si può ridurre con la comunicazione, però poi bisogna riuscire anche a rendere reali le esigenze e le soluzioni tecniche che i consumatori chiedono.

Manuele: Parlando di consumatori, torniamo ad un paio di dati del nostro Energy Index sul tema domestico. In Italia il 73% delle persone conosce i propri dati di consumo. Questo significa che i consumatori oggi sono informati, sono in qualche modo alfabetizzati. Qual è l’indicatore che voi prendete in considerazione relativamente alla consapevolezza dei consumatori? E come questo indicatore può incidere sui comportamenti di utilizzo e consumo energetico?

Giorgio: La consapevolezza non è una cosa brutta, però non è la soluzione al problema. Per troppo tempo le istituzioni e le compagnie energetiche hanno dato la colpa al consumatore che non comprendeva la bolletta, che non riusciva a ottimizzare i propri consumi. La soluzione, secondo chi si dichiara esperto, era renderlo più consapevole. Peccato che nel fare questo si sono dimenticati di rendere il mercato più semplice e accessibile. Che probabilità ho io di riuscire a rendere consapevole mia nonna su una bolletta di 10 pagine? Quello è un errore tecnico di chi ha il mandato di servire i consumatori, in questo caso l’autorità. Il consumatore paradossalmente oggi non vuole la trasparenza, se la trasparenza significa 10 pagine di dati. Il consumatore chiede la semplificazione, poi una volta che c’è la semplificazione chiede la trasparenza. Nel fare questo, automaticamente diventa più consapevole. Chiaro che nel frattempo le operazioni di comunicazione, tipo quelle di Octopus Energy, rendono il consumatore in qualche modo più consapevole perché semplifichiamo diversi aspetti già oggi. Però non dobbiamo mai dimenticare che la soluzione non è far lavorare il consumatore per il sistema, ma il sistema per il consumatore.

comunicazione settore energia

Federica: Passando invece al lato aziendale, secondo il nostro Energy Index il 41% dei business leader intervistati vede l’aumento della domanda come un rischio. Alcuni addirittura attribuiscono le cause di limiti infrastrutturali per il 36% dei casi. Nel caso di Octopus, che come azienda è molto attenta al cliente e ha un servizio di customer care molto importante, come cambia la strategia quando la customer experience dipende anche da limiti di sistema limiti strutturali su cui naturalmente potete intervenire relativamente o non intervenire affatto?

Giorgio: È una domanda interessante, perché ci confrontiamo tutti i giorni con questo tema. L’energia è un settore regolato da anni e anni, soprattutto è regolato da quando c’era un solo fornitore. Questo non ci deve far perdere la speranza che un mondo migliore esista. Chiaro che oggi quel sistema funziona così e non possiamo cambiare tutto in un giorno o cambiare tutto in generale, però dobbiamo avvicinarci alla visione del consumatore, una visione di energia e non di divisione di compiti all’interno della filiera. Oggi come puoi lavorare con un sistema complesso? Intanto prendendoti sempre la responsabilità. Una cosa che dico sempre in azienda è che anche se quella cosa lì dipende dall’ente X, la bolletta la mandiamo noi e non possiamo semplicemente scaricare il problema. Al massimo glielo spieghiamo, ma ci prendiamo comunque la responsabilità. Di nuovo, Octopus intende il suo lavoro non solo come compagnia energetica, ma anche e soprattutto come agente di cambiamento. Questo significa portarsi a casa il problema. È anche grazie a questi spunti che noi poi riusciamo a essere molto efficaci, perché il sistema energetico oggi è fatto di tante assurdità. Una cosa molto banale, che a volte gli italiani si dimenticano anche che esista, è quella delle perdite di rete. In ogni bolletta che riceviamo, paghiamo l’energia e le perdite di rete. Siamo talmente abituati che ormai è la normalità, lo dice l’autorità che bisogna pagare le perdite di rete. Ma nessuno si domanda che cosa sono e se è veramente necessario farle pagare. Un altro esempio è una voce che si chiama DispBT, che l’autorità fa ricadere sul consumatore, ma che noi di Octopus abbiamo deciso di assorbire perché la riteniamo assurda. Fondamentalmente serve per ripagare tutti quelli che rubano energia o non pagano la bolletta. Che segnale diamo come sistema nel momento in cui non premiamo chi fa la cosa giusta? Sono tante le ingiustizie o le cose poco comprensibili. Quindi è importante non perdere la Speranza.

Manuele: Grazie mille. Lo accennavi già prima, ma vorrei tornare sul discorso. Uno dei dati emersi dall’Energy Index evidenzia una generale sfiducia da parte di cittadini e consumatori nei confronti delle istituzioni sulla gestione del tema energia. Come possono le aziende energetiche collaborare con le istituzioni per recuperare questa fiducia? Nello specifico cosa fa Octopus e come agisce a a livello istituzionale per andare in questa direzione?

Giorgio: Le persone guardando l’assieme energetico non possono aver fiducia, perché per troppi anni sono state maltrattate dal sistema. Di nuovo, la colpa non è del consumatore che non ha fiducia nelle compagnie energetiche, ma è in quello che è successo prima in questo mercato. La responsabilità è da cercare presso chi ha regolato e governato questo settore, e chi lo ha gestito fino a oggi. Il consumatore esprime questa sua insoddisfazione, ma anche qui noi siamo ottimisti, perché quando andiamo a proporre una versione migliore dell’energia, i consumatori reagiscono in modo molto positivo. Abbiamo un punteggio di 4.9 su Trust Pilot per esempio, che ci posiziona a livello di recensioni come il primo player in Italia nel settore dell’energia. Dimostriamo che quella soddisfazione è possibile, ma non senza fatica. Bisogna mettersi d’impegno, essere coerenti e offrire convenienza e servizio allo stesso tempo. Se dia al consumatore solo uno o l’altro, a un certo punto la macchina si rompe. Se non gli dà nessuno dei due, è ovvio che le persone non siano contente.

Federica: Un altro insight che emerge dall’Energy Index, e che ci sta particolarmente a cuore perché siamo un’agenzia di comunicazione e marketing, è il ruolo fondamentale che gioca la comunicazione nel costruire, mantenere e consolidare la fiducia. Come Octopus vi riconoscete in questa informazione? Immagino che la risposta sia sì, visti gli investimenti che fate in questa direzione. Che ruolo ha la comunicazione per mantenere questa fiducia?

Giorgio: La comunicazione è fondamentale perché oggi il sistema è talmente complesso che anche la persona di buona volontà si arrende di fronte a questa immane complessità. La comunicazione serve a fargli capire che quello che vede oggi non è quello che deve per forza vedere domani, serve a fargli vivere l’oggi meglio di come l’avrebbe vissuto ieri senza questa attenzione da parte dei fornitori di energia. La comunicazione serve anche a mettere pressione sana alle istituzioni. A noi capita spesso che le persone ci dicano che grazie a Octopus per la prima volta hanno capito una cosa in particolare dell’energia, oppure magari per la prima volta hanno capito che la bolletta non deve essere solo “pago” ma è anche “ricevo”. Le nostre bollette hanno infatti elementi di credito, perché se il consumatore partecipa a determinati programma, consuma meno quando serve per aiutare la rete o fa azioni positive, noi gli restituiamo sempre un credito. Questo significa che la bolletta non diventa più una tassa, ma un dare e avere: io ho preso Dalla rete questo, poi ho ricevuto quest’altro e poi, fatto 100, devo €50. È una relazione completamente diversa, abilitata dalla comunicazione.

Federica: Questo è interessante, è un ruolo meno passivo del consumatore.

Manuele: Esattamente. Tra l’altro da quest’anno in 24h il consumatore può cambiare fornitore di energia grazie alle nuove norme. Questo da una parte è positivo per il consumatore ovviamente, perché ha più facilità e velocità di scelta, ma dall’altra le aziende corrono il rischio di assistere a una sorta di turismo energetico, ovvero di gente che utilizza un fornitore solo in base all’offerta del momento. Questo costruire una relazione col consumatore va proprio nella direzione di limitare questo fenomeno. Mi confermi?

Giorgio: Octopus probabilmente è stata l’unica compagnia energetica in Italia a essere “pro switch” (anche detto cambio fornitore) in 24 ore o comunque in qualche giorno. È uno dei punti del nostro Manifesto e adesso sta per diventare realtà, ma puoi immaginare che il resto del settore non lo vuole, perché significa perdere i clienti più velocemente. C’è talmente tanta resistenza che comunque questo cambio è previsto solo per l’energia, quindi paradossalmente per il gas serviranno ancora 2 mesi. Questa cosa è assurda. Sono tutte resistenze di un sistema. La comunicazione può salvare quelli che sono in buona fede e semplicemente non sono ancora riusciti a creare quella relazione o non lo hanno fatto nel migliore dei modi. Lo switch in 24 ore è semplicemente una macchina premiante o disincentivante a seconda di come ti comporti.

fedeltà mercato energetico

Manuele: Cambiamo tema e parliamo di energie rinnovabili. L’Energy Index evidenzia una buona propensione: circa il 50% delle persone si dichiara intenzionato a pagare qualcosa di più per andare incontro a tutto quello che è il tema di sostenibilità dell’energia. Questo è molto positivo. Detto ciò, tra l’intenzione e l’azione c’è un gap. Come possono le aziende, tramite la comunicazione e la costruzione di relazione e fiducia, trasformare questa intenzione che emerge dall’Index in una reale azione da parte dei consumatori?

Giorgio: Come Octopus Energy abbiamo la missione di rendere l’energia rinnovabile accessibile a tutti. Questo significa che secondo la nostra visione l’energia rinnovabile non dovrebbe costare di più delle altre energie, anzi, spesso costa meno. Il sistema e il settore, invece, non sono abituati e vedono l’erogazione delle rinnovabili come qualcosa di premium. Qui ci scontriamo con due tipologie di utenti: l’utente consapevole e disposto a pagare di più per avere quel tipo di servizio e l’utente non disposto. Quello che vediamo in Italia, ma non solo, è che molti si dichiarano favorevoli a pagare di più, ma poi realisticamente a un certo punto devono trovare un vantaggio. Noi non abbiamo questo problema, perché non abbiamo mai fatto pesare ai consumatori la rinnovabile, gliel’abbiamo sempre data come beneficio. Nel momento in cui viene posizionata come un servizio aggiuntivo, è chiaro che va giustificato molto bene. Da quello che vediamo, i costi delle rinnovabili sono legati alle tecnologie. Sono come gli smartphone: ogni anno costano sempre meno e producono sempre di più. Posizionare le rinnovabili come qualcosa di più costoso secondo noi è sbagliato.

Federica: Giorgio, ti ringraziavo tantissimo per gli spunti interessanti che ci hai fornito. Saranno occasione di riflessione per noi e speriamo anche per gli ascoltatori. Se siete interessati al tema dell’energia e della transizione energetica, potete scaricare l’Energy Index per approfondire. Ci rivediamo alla prossima puntata. Grazie Giorgio, grazie Manuele.

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