Ascolta il 5 episodio della 3 stagione
Se vuoi lasciarci un commento scrivici a [email protected]
Per ascoltare tutti gli episodi, visita la pagina Una Cosa Al Volo.
Gennaio in breve: trend 2026, CES di Las Vegas e Zero Sbatty
In questa puntata di Una Cosa Al Volo facciamo il punto su gennaio, tra nuovi trend, serie TV cult, grandi eventi e cambiamenti nel mondo dei creator. Dall’impatto crescente dell’intelligenza artificiale su contenuti, dispositivi e produzione media, fino al ruolo dei dati nello storytelling dei brand e nel modo in cui viviamo sport, finanza e quotidianità digitale. Un deep dive su come si intrecciano hype, innovazione e fiducia all’inizio del 2026.

•·················•·················•
Ale: Bentornati in una nuova puntata di Una Cosa al Volo, dedicata al mese di gennaio per fare un po’ il recap di tutto quello che è successo in questo mese, tra nuovi trend, il CES di Las Vegas, il Quitter’s Day, il Blue Monday, la preparazione delle Olimpiadi di Milano che sono sempre più vicine e persino i finfluencer che iniziano ad avere anche un loro codice etico.
Mari: Sì, esatto Ale, con questa puntata non apriamo soltanto gennaio, apriamo proprio tutto il 2026.
Ale: Vero.
Mari: Ricominciamo un po’ da dove ci eravamo lasciate l’altra volta, ovvero da Stranger Things.
Ale: Mamma mia, non dirmelo.
Mari: Proprio il primo gennaio, tipo alle 2:00 di notte, è uscita l’ultima puntata di Stranger Things. Ne avevamo parlato nella nostra puntata speciale di Natale, ma in realtà quello che è successo dopo l’uscita dell’ultimo episodio è una bella storia che ci racconta un po’ di bias di conferma. Quello che è successo è che tanti fan non sono stati tanto soddisfatti da quest’ultimo episodio e hanno iniziato a cercare degli indizi interni alle puntate stesse per ipotizzare un ulteriore nuovo finale.
Ale: Allora, mi cogli un po’ sul vivo Mari, nel senso che io al Conformity Gate ci credevo e ci ho creduto fino all’ultimo, perché effettivamente la community ha iniziato a parlarne e sembrava una cosa surreale, però Netflix e Stranger Things hanno giocato su questo bias di conferma dando ai fan una serie di contenuti che continuavano ad alimentare l’hype sul finale della stagione, ma andavano anche a costruire un po’ questa lore intorno al finale segreto che sarebbe dovuto uscire. In realtà poi non è uscito niente.
Mari: Esatto. Dobbiamo rassegnarci, Stranger Things è proprio finito e, appunto, tutti quelli che erano gli indizi o le prove non parlano nient’altro che di bias di conferma. Ho una mia idea, una mia ipotesi, una mia teoria, quindi andrò a cercare esattamente tutto quello che conferma quella che è già una mia credenza. In realtà, mi dispiace, ma non c’è nessun nuovo episodio di Stranger Things. Dobbiamo andare avanti con la prossima serie Netflix.
Ale: Esatto. Rimane interessante, appunto, come siano riusciti a monetizzare su questa cosa. È stato un colpo di genio, secondo me.
Mari: Sì, assolutamente. Ci sono tanti prodotti Netflix che nel corso del tempo hanno giocato molto con delle strategie di marketing un po’ out of the box, un po’ particolari. Quindi, ecco, chapeau a Netflix. Ma restando invece a parlare di marketing, il nostro reparto marketing, visto che, appunto, è gennaio e inizia il nuovo anno, ha dato il via al 2026 con un nuovo report, i 26 trend del 2026. State tranquilli, non ve li racconteremo tutti e 26 in questo episodio. Vi invitiamo, se siete un po’ curiosi, a visitare il nostro sito web e a scaricare il report dove troverete riassunti un po’ tutti questi 26 trend. Se volessimo riassumere in tre punti chiave questi trend, sicuramente intelligenza artificiale.
Ale: Assolutamente.
Mari: Che non è più una novità, non è più uno strumento, non è più qualcosa sulla quale non dico non ci interroghiamo, perché continuiamo a interrogarci sull’intelligenza artificiale, però sicuramente ormai è entrata a far parte della nostra vita, della nostra quotidianità, soprattutto lavorativa.
Ale: Sì, esatto, anche perché l’intelligenza artificiale ci permette di automatizzare una serie di processi che ci aiutano a guidare la creatività grazie ai dati. Quindi abbiamo degli insight che non sono solo numeri, ma sono anche delle potenziali storie. Ci aiuta a personalizzare i prodotti e le esperienze per gli utenti, ma anche a offrirgli delle esperienze ibride in cui fisico e digitale non sono più due mondi separati, ma un unico percorso da seguire. E diciamo anche che questi, possiamo chiamarli tre filoni che abbiamo appena individuato, saranno un po’ il fil rouge di questa puntata, ma sono anche i topic che abbiamo potuto vedere da vicino al CES di Las Vegas.
Mari: Sì.
Ale: Purtroppo non personalmente.
Mari: No, però c’è stato il nostro collega Lorenzo, che ringraziamo tantissimo per i suoi racconti che è stato proprio lì a Las Vegas al CES. Noi ovviamente abbiamo letto un po’ tutte le nuove uscite che sono state presentate in quell’occasione. Lorenzo ci ha raccontato un po’ anche com’è stato viverlo in prima persona. Come dicevamo, l’intelligenza artificiale, l’uso dei dati come base per un vero e proprio storytelling e l’uso di dispositivi sempre più intelligenti e personalizzati, che siano quelli per la domotica o i dispositivi wearable, sono stati un po’ i punti forse più interessanti che sono emersi al CES di Las Vegas e che Lorenzo ci ha raccontato anche di aver visto in prima persona con tutti i nuovi prodotti lanciati dai brand in occasione di questa fiera.
Ale: Parlando, appunto, di device indossabili, ci ha raccontato di questi occhiali particolari, integrati con l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata, in cui è possibile vedere sulle lenti un discorso che cambia in tempo reale in base alla situazione. Permettono a una spokesperson di adeguarsi al contesto in maniera molto più fluida. Non abbiamo più il fantomatico auricolare nell’orecchio che suggerisce le risposte, ma uno strumento che davvero può essere rivoluzionario. È un esempio di come l’intelligenza artificiale possa essere integrata nella vita delle persone in maniera del tutto naturale.
Mari: Sì, posso dire che li aspetto? Perché io non sono una persona dalla risposta particolarmente pronta, quindi non vedrei l’ora di utilizzarli.
Ale: Sarebbero comodi anche per questo podcast.
Mari: Tantissimo, assolutamente. E a proposito in realtà di intelligenza artificiale e di podcast, un’altra iniziativa tutta TEAM LEWIS che è partita a gennaio con il nuovo anno, è un nuovo podcast che si chiama Zero Sbatty. In realtà non è nient’altro che la raccolta dei nostri articoli di blog più interessanti letti da un’intelligenza artificiale.
Ale: Non è niente di nuovo, perché lo fanno già moltissime testate giornalistiche, però riflette la necessità di avere sempre a disposizione dei contenuti comodi e zero sbatti.
Mari: La velocità ormai è imprescindibile. Tra l’altro, il primo contenuto che abbiamo pubblicato è stato proprio quello dedicato al CES che si trova sul nostro blog.
Ale: Ma restando in tema, appunto, di tecnologia indossabile e abitudini quotidiane, gennaio per molti è anche il periodo ideale per iniziare l’anno nuovo con tanti buoni propositi, ma poi puntualmente c’è quello che viene chiamato Quitter’s Day, cioè – se non sbaglio – il secondo venerdì di gennaio di ogni anno. Viene chiamato Quitter’s Day perché è il giorno in cui rinunciamo già a tutti i nostri buoni propositi per l’anno nuovo. Apple, ad esempio, è riuscita a legarsi a questa giornata come gancio per promuovere uno dei suoi prodotti. Sostanzialmente, grazie a degli studi proprietari, ha individuato che gli utenti che utilizzano Apple Watch sono più restii a abbandonare le buone abitudini legate all’attività fisica. Questo di Apple è un esempio, appunto, di uno dei trend che abbiamo individuato per il 2026, cioè che i dati possono essere un ottimo driver per la creatività e lo storytelling.
Mari: Sì, in realtà il Quitter’s Day forse è molto diffuso in America, qui da noi è più conosciuto il Blue Monday. Il terzo lunedì di gennaio è considerato il giorno più triste dell’anno, segue una formula matematica che in realtà di matematico ha ben poco e considera il fatto che gennaio è un mese lungo, le giornate sono ancora corte, fa freddo, siamo ben lontani dal raggiungimento del dei nostri buoni propositi e anzi, siamo proprio nel periodo in cui già rinunciamo a quei buoni propositi che c’eravamo dati all’inizio dell’anno. In realtà è un’equazione che non ha assolutamente nessun fondamento scientifico, ma viene utilizzata tantissimo a livello marketing per creare delle vere e proprie narrazioni su questa giornata.
@teamlewis_it Oggi è il #BlueMonday, il giorno più triste dell’anno in cui i buoni propositi sembrano già un miraggio. #buonipropositi #agenziadicomunicazione ♬ suono originale – TEAM LEWIS Italia
Mari: In realtà, poi dai buoni propositi individuali passiamo ad altri buoni propositi con cui si è aperto il 2026, soprattutto se siete a Milano e dintorni. Stiamo parlando delle Olimpiadi che sono sempre più vicine, perché il 6 febbraio inizieranno le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina del 2026. Ovviamente qui in città ormai sono già ovunque, impossibile non aver visto una bandiera, un cartello, un logo o un qualche riferimento qualsiasi alle Olimpiadi.
Ale: Via Dante è piena, ad esempio.
Mari: Sì, ci sono già le bandiere. L’esperienza di Milano-Cortina nasce non solo come il racconto di un evento sportivo, ma come un vero e proprio storytelling.
Ale: Quello che abbiamo potuto notare è che hanno sfruttato il fatto che le Olimpiadi non si terranno in una sola città, ma in più luoghi d’Italia, per creare uno storytelling multicanale che va a unire un po’ l’immaginario della città e della montagna. L’abbiamo visto anche con il viaggio della fiaccola olimpica, che sta attraversando tutta Italia proprio per creare questa narrazione nazionale.
Mari: E tra l’altro, al di là del marketing territoriale, gli altri canali che sono stati utilizzati o che saranno utilizzati durante i giochi olimpici, sono canali digitali. Ci saranno tanti racconti degli atleti: non solo più le performance sportive, ma anche quello che avviene al di fuori.
Ale: Riprendendo un po’ quello che dicevamo sull’intelligenza artificiale come parte della nostra vita quotidiana, all’interno delle Olimpiadi ci saranno una serie di innovazioni tecnologiche per rendere ancora più veloce la produzione di contenuti. Sarà l’intelligenza artificiale a suggerire, grazie a delle keyword generate automaticamente, cos’è presente in determinate scene, quali sono gli highlights. Ci sarà anche una sorta di ChatGPT dedicato alle Olimpiadi, per avere in tempo reale le informazioni con un database verificato. L’obiettivo quest’anno è rendere la fruizione dei contenuti legati alle Olimpiadi veramente alla portata di tutti.
Mari: Anche su questo, c’è un bellissimo e molto approfondito articolo sul nostro blog, ma ce ne saranno altri in arrivo, perché ovviamente anche noi da qui seguiremo le Olimpiadi.
Ale: Ovviamente!
Mari: Quindi, insomma, se se vi interessa l’argomento, se vi appassionano lo sport o il marketing sportivo, continuate a seguire gli aggiornamenti del nostro blog.
Ale: Esatto, perché ci sono già tante iniziative e campagne dei brand coinvolti sia nelle Olimpiadi che nelle Paralimpiadi. Noi li seguiremo da vicino e cercheremo di darvi una panoramica un po’ approfondita.
Mari: Ma veniamo, Ale, all’ultimo punto per il nostro recap di gennaio. Perché gennaio si è quasi chiuso con un’altra grande notizia dal mondo dell’influencer marketing, ma in generale dal mondo dei degli influencer e dei creator, ovvero la fine del processo contro Chiara Ferragni per il Pandoro Gate, che si è chiuso con assoluzione, proscioglimento? Non entriamo nel merito delle questioni legali, perché ovviamente non sono strettamente il nostro campo, però diciamo che si è chiuso un po’ questo questo capitolo per Chiara Ferragni, che immediatamente ha ripreso le sue attività e abbiamo già visto i primi post in partnership con un altro brand di moda.
Ale: Un po’ low profile, però.
Mari: Esatto.
Ale: Ha abbassato il posizionamento, quindi sarà interessante vedere anche come andrà a continuare a comunicare.
Mari: Sì, si è chiusa una porta, vediamo che cosa c’è oltre, vediamo che cosa ci riserverà il futuro in questo senso. Nel frattempo, però, c’è un’altra categoria di influencer che a gennaio ha avuto qualche novità. Tutti quelli che sono i creator o gli influencer che si occupano di tematiche finanziarie, hanno visto la nascita di una nuova associazione per alzare gli standard di qualità dei contenuti creati da questi influencer e per la tutela dei consumatori e quindi di di tutti coloro che seguono, ascoltano e magari vogliono proprio seguire i consigli finanziari suggeriti da questi creator.
Ale: Sì, anche perché, citando di nuovo la Ferragni, come abbiamo potuto vedere, il confine tra coinvolgere e manipolare è molto labile, ancora di più se si tratta di soldi. In questo caso è necessaria anche una guida etica al lavoro di questa categoria di influencer, perché giustamente i loro contenuti non sono mero intrattenimento, ma possono spostare investimenti e cambiare le decisioni finanziarie, quindi diciamo che sono tematiche molto delicate.
Mari: Più andiamo avanti, più vediamo che si parla tanto di intelligenza artificiale e di innovazioni tecnologiche. È tutto è tutto fantastico, è tutto meraviglioso. Ma il tema della fiducia torna a essere sempre più importante proprio di fronte a tutte queste innovazioni. Quindi, Ale, per chiudere un po’ il cerchio, per chiudere un po’ questo questo gennaio frizzante, anche se ci aspetta un febbraio molto interessante… Qual è la cosa al volo che ci portiamo a casa oggi?
Ale: Secondo me, visto che parliamo di trend nel 2026, di tecnologie che utilizzeremo e di intelligenza artificiale, non si tratta tanto di quali tecnologie andremo a impiegare in questo 2026, ma bensì quali voci sceglieremo di ascoltare. È forse la scelta più importante che facciamo ogni giorno anche senza accorgercene.


