Nicole Grodesky

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Nicole Grodesky

Pubblicato il

novembre 18, 2019

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All’inizio di novembre, Google ha annunciato BERT, uno degli aggiornamenti più radicali dopo RankBrain del 2015. L’ultima novità ha lo scopo di migliorare l’esperienza dell’utente e fornirgli risultati sempre più pertinenti in base alle sue query di ricerca. Ma cosa succederà alla SEO con BERT?


BERT (Bidirectional Encoder Representation from Transformers) è l’ultimo aggiornamento di Google per dare un contesto alle query di ricerca e capire meglio le intenzioni di ricerca degli utenti. Si tratta essenzialmente di un’estensione di RankBrain, l’algoritmo di Google basato sul machine learning lanciato da Google nel 2015. RankBrain incorpora l’uso del linguaggio naturale per rendere il motore di ricerca più conversazionale e offrire all’utente la risposta più pertinente alla sua domanda.

L’aggiornamento di BERT va ancora oltre, cercando di comprendere che il linguaggio è ben altro da un semplice testo scritto su una pagina. Il cambiamento maggiore qui, è che Google sta cercando di includere l’uso delle preposizioni (di, a, da, in e così via) per capire meglio il contesto di una query di ricerca. Questo aggiornamento non è una gran sorpresa per gli esperti SEO (inclusi i nostri) e rappresenta un notevole passo avanti verso il miglioramento dell’esperienza utente su ogni dispositivo, anche quelli per la ricerca vocale.

Piuttosto che guardare ai termini di ricerca come elementi singoli e scollegati gli uni dagli altri, BERT è in grado di prendere in considerazione anche il contesto in cui è inserita una parola, in base a quelle che la circondano. Ciò significa che i risultati di ricerca saranno sempre più pertinenti, perché Google sarà sempre più in grado di capire tutta la ricerca, non solo i singoli termini.

In sintesi, lo scopo di BERT è quello di migliorare la user experience migliorando la comprensione del contesto e dell’intento di ricerca di una query. Il motore di ricerca di Google è un prodotto e gli utenti sono i suoi clienti. Come ogni azienda, Google sta cercando di migliorare il suo prodotto riducendo i contenuti di scarsa qualità o quelli di scarso valore per garantire che gli utenti abbiano sempre i risultati più rilevanti e pertinenti.

 

Google insegna

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Cosa implica BERT per i siti web?

Per i siti web, questo nuovo aggiornamento significa che prestare attenzione alla qualità dei contenuti sarà ancora più importante, per migliorare costantemente la propria SEO. Google e i suoi utenti non vogliono il “fluff marketing”, che ormai affolla troppi siti. Sono finiti da tempo i giorni della “keyword density” di una sola parola chiave su una pagina. Ora Google è alla ricerca di contenuti più approfonditi che utilizzino parole chiave a coda lunga, descrittori e modificatori. Quindi, recupera i consigli dei tuoi professori universitari e riscrivi i contenuti delle tue pagine o del tuo blog in modo più esplicito e chiaro.

Anche se Google insiste a ripetere sempre di “scrivere per gli utenti, non per i bot”, noi pensiamo che occorra prestare attenzione a entrambi. Usare parole chiave a coda lunga per aumentare la rilevanza o aggiungere una struttura descrittiva all’intestazione, per esempio, sono cose amate tanto dagli utenti quanto dai bot.

Oltre agli sforzi di Google per capire l’intenzione e il contesto di una ricerca, con meno squilli di tromba è stato rilasciato anche un altro aggiornamento E-A-T, che merita una certa attenzione. E-A-T, ovvero Expertise, Autorevolezza, e Credibilità – Trustworthiness -, racchiude i fattori cruciali per il ranking da tenere sempre presenti nello sviluppo e ottimizzazione di ogni pagina web di un sito.

Goolge è piuttosto chiaro a proposito delle linee guida che segue per valutare la qualità di una pagina web, che deve avere uno scopo chiaro ed essere E-A-T in ogni sua parte. Questo consiglio è ancora incredibilmente importante, tanto più con l’arrivo di BERT. Google sta lentamente iniziando a capire gli scopi di ogni pagina web, per questo motivo assicurarsi che esse rispondano alle domande del vostro target di riferimento è fondamentale per raggiungere un buon ranking e guidare il traffico organico al sito.

Pagine con poco contenuto o con più codice che testo, sono un altro errore comune che abbassa il ranking. Avere un gran numero di pagine con poco contenuto o prive di parole e dettagli può davvero incidere negativamente sui tuoi sforzi SEO. Perché? Google ritiene che non sia possibile rispondere con successo a una richiesta con meno di 300 parole. Gli studi hanno dimostrato che contenuti con 1.000 o più parole sono quelli più performanti nelle ricerche. Tuttavia, con l’aumento delle risposte rapide e dei rich snippet, potremmo assistere a qualche cambiamento. Con la crescita delle ricerche vocali, infatti, le risposte rapide potrebbero diventare sempre di più quelle migliori per gli utenti. Con la ricerca vocale e l’aggiornamento di BERT, inserire i markup di Schema.org alle tue pagine potrebbe diventare un’azione prioritaria per la SEO dal 2020 in poi.

In definitiva, BERT specifica ulteriormente ciò che gli esperti SEO hanno sempre saputo: la user experience è fondamentale. Sfruttando al massimo design e copy, è necessario rispondere alle richieste degli utenti, dimostrare E-A-T e una comprensione chiara di quali sono le target personas alle cui domande e richieste i nostri contenuti rispondono.

 

Ricerche su Google

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Quale sarà il reale impatto dell’aggiornamento di BERT?

La buona notizia è che il mondo della SEO non cambierà poi tanto rispetto a quello che era prima dell’arrivo di BERT. I siti non saranno immediatamente penalizzati (come accadde con l’arrivo di Penguin) ma se il tuo contenuto non è rilevante, il tuo sito potrebbe non performare al pieno delle sue potenzialità.

L’aggiornamento, inoltre, offre anche una grande opportunità alle aziende: mettere sotto la lente d’ingrandimento il proprio sito web per scoprire come migliorare e ottimizzare i contenuti per BERT e RankBrain. Grazie a strumenti come Google Analytics, SEMrush o MarketMuse, è possibile analizzare i tuoi contenuti rispetto alla concorrenza e ottimizzare le pagine per far si che siano sempre attuali. Controlla le metriche del comportamento degli utenti sul tuo sito e tutte le keyword che finiscono nella seconda pagina dei risultati di ricerca per individuare le opportunità di miglioramento dei contenuti esistenti.

BERT non porterà immediatamente a un abbassamento del ranking dei siti, ma ottimizzando attivamente le pagine inizierai a vederne la crescita e il miglioramento. Rivisitare regolarmente le pagine e migliorarne l’E-A-T può aiutarti a tenere sempre freschi i contenuti del tuo sito, migliorandone il posizionamento in SERP.

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Tre cose che dovresti rivedere sul tuo sito

In definitiva, BERT è un aggiornamento cruciale, orientato ai contenuti, che non coglie di sorpresa gli esperti SEO. Se ancora non hai ottimizzato il tuo sito, non temere, non è troppo tardi per farlo. Ecco tre cose che dovresti rivedere sul tuo sito con l’arrivo di BERT:

 

  1. Prendi in esame il copy delle tue pagine, la rilevanza del contesto è fondamentale per BERT, quindi prenditi il tempo necessario per dare una seconda occhiata ai tuoi testi.
  2. Rispondi esplicitamente alle domande degli utenti, ricordati che BERT gioca tutto sulla qualità. Ciò significa che i tuoi contenuti dovrebbero offrire risposte chiare alle domande degli utenti.
  3. Usa keyword long tail, questo ti aiuterà a definire meglio il contesto della tua pagina ed evitare terminologie troppo specifiche che potrebbero tenere lontani i tuoi utenti.

 

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