Altro anno, altra ondata di tool AI pronti a cambiare le regole del gioco. Ma dietro l’hype, si cela qualcosa di più interessante. Infatti, l’attenzione si sta spostando dal cosa può fare l’AI, al come possiamo addestrarla per farlo meglio.
La buona notizia per i professionisti delle PR è che il cuore del nostro lavoro, ovvero costruire relazioni e raccontare storie, resta invariato. Quello che cambia sono gli strumenti a disposizione per farlo in modo più smart, reattivo e preciso che mai.
Naturalmente, non tutti gli strumenti di Intelligenza Artificiale sono uguali. La loro utilità dipende dai set di dati su cui si basano e su quanto bene sono stati addestrati per rispondere a esigenze specifiche. I LLM generalisti, come ChatGPT o Gemini, possono essere un ottimo punto di partenza, ma il vero impatto si ottiene solo attraverso strumenti pensati specificamente per le sfide tipiche di chiunque si occupi di Pubbliche Relazioni.
Media outreach più intelligente con assistenti AI personalizzati
Tradizionalmente, il media outreach è un processo manuale: bisogna costruire le liste, incrociare i dati e cercare di mandare pitch mirati. Fino a poco fa, era difficile immaginare un’assistente AI che aggiungesse precisione e rilevanza al nostro lavoro quotidiano.
Eppure, adesso cominciano a nascere esempi concreti, come PressPal.ai di Muck Rack. Questo strumento si contraddistingue perché si basa sullo storico database di Muck Rack, ricco di pitch e relative risposte dei giornalisti. In questo modo, genera raccomandazioni basate sul pattern di risposte reali dei media e i professionisti delle PR possono creare pitch ancora più mirati, in linea con tono, stile e interessi di ogni giornalista. Meno tempo perso, qualità e possibilità di successo maggiori.
Migliorare la creazione dei contenuti grazie all’AI
Parliamoci chiaro: la creazione di contenuti tramite l’AI è diventata un po’ un circo, tra post generici tutti uguali e copy pieni di 🚀. Ma se utilizzata adeguatamente, l’Intelligenza Artificiale non è solo un mezzo per fare più contenuti o correggere gli errori di battitura. Diventa uno strumento per dare ai team PR la possibilità di creare velocemente contenuti più intelligenti e acuti, senza perdere di vista il tone of voice del brand.
Molti professionisti delle pubbliche relazioni ora impiegano GPT personalizzati, addestrati su documenti interni, tone of voice precisi e materiali stampa storici. Questo significa che già la prima bozza di un comunicato, una caption o un contenuto interno è allineata alla brand image. Meno correzioni necessarie, più tempo a disposizione per le altre attività.
E il potenziale dell’AI non si limita alla generazione di contenuti. Ad esempio, l’Agentic AI sulla nostra homepage permette di accedere rapidamente a case study o informazioni utili, rendendo l’intelligenza artificiale un’alleata creativa e strategica.
Audience engagement: un’analisi più approfondita
L’AI ci sta spingendo a ripensare una domanda fondamentale: quanto conosciamo davvero il nostro pubblico?
Social listening, sentiment analysis e trend keyword fanno già parte del kit base di ogni professionista delle PR. Tutto utile, ma non è più abbastanza. Il vero salto di qualità sta nell’andare più a fondo, interpretando segnali più complessi: pattern comportamentali, dati sull’engagement e anche dati biometrici.
TEAM LEWIS ha sviluppato Training For Trust™ (TFT), il primo tool basato sull’intelligenza artificiale che analizza in tempo reale i dati biometrici e comportamentali (come sguardo, tono di voce e linguaggio del corpo) per aiutare le spokesperson a trasmettere autenticità e fiducia. Non si tratta solo di analizzare il messaggio che viene comunicato, ma anche come viene percepito dal pubblico.
Lo stesso approccio dovrebbe plasmare il modo in cui sfruttiamo l’AI per intrattenere l’audience. Invece di chiederci “Qual è il sentiment?”, dovremmo chiederci “come possiamo comprendere meglio ciò che guida il comportamento dell’audience? E come possiamo rispondere in maniera più umana e significativa?”.
AI responsabile: l’etica parte dai dati
“Da un grande potere derivano grandi responsabilità” e quando si tratta di intelligenza artificiale l’etica non può passare in secondo piano.
Nei termini e condizioni d’uso di molti tool AI gratuiti viene specificata la possibilità di imparare da qualsiasi dato venga caricato dall’utente, inclusi contenuti sensibili o indirizzi IP. Si tratta di un rischio concreto, soprattutto in ambito PR, ed è il motivo per cui TEAM LEWIS ha sviluppato SideKick, il nostro tool AI in-house progettato per garantire che i dati confidenziali restino tali, senza entrare nei modelli di terze parti.
A livello generale, però, serve un cambio di mentalità. Sta alle agenzie guidare i clienti con chiarezza e proattività su temi come l’utilizzo dell’AI, la governance dei dati e i rischi a lungo termine. La tecnologia evolve rapidamente, ma l’etica resta un pilastro imprescindibile.
AI più intelligente = PR più strategica
Se c’è una lezione che possiamo imparare da questa nuova ondata AI, è che gli strumenti da soli non bastano. Ciò che fa la differenza è il modo in cui li addestriamo e quanto creativamente li mettiamo a servizio delle sfide che affrontiamo ogni giorno.
Che si tratti di scrivere pitch più efficaci con PressPal.ai, trovare nuovi spunti con l’Agentic AI, allenare il public speaking con Training for Trust o proteggere i tuoi dati aziendali con SideKick, siamo solo all’inizio. E questo, per chi fa comunicazione, è semplicemente entusiasmante.


