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Novembre in breve: Dal Black Friday ai calendari dell’avvento
In questa puntata di Una Cosa Al Volo facciamo il punto su novembre, tra boom del Black Friday, FOMO per calendari dell’avvento già ad agosto e insight rivoluzionari di TikTok sui search query. Dati esplosivi sul digital audio, strategie per cavalcare i trend digitali e un momento potente dedicato all’empowerment femminile: Equal Pay Day e Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, con numeri che interrogano e ispirano. Un mix tra comunicazione che gioca d’anticipo, innovazione tecnologica e impegno sociale, per navigare il marketing con consapevolezza e visione.

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Ale: Dunque Mari, prima di entrare nel vivo di questa nuova puntata di Una Cosa Al Volo, volevo raccontare i feedback che abbiamo ricevuto dopo la puntata scorsa. Quello che ha catalizzato praticamente tutti i feedback ricevuti è stata la parola cringe.
Mari: Si Ale, partiamo col botto! Prima di tutto qualcuno ci ha detto che gli effetti audio che abbiamo inserito nella scorsa puntata sono cringe, quindi volevo rassicurare che per questo episodio ne aggiungeremo molti, ma molti di più…
Ale: Ovviamente, scherziamo! Ma giuriamo di usarli con parsimonia nelle prossime puntate. E per restare in tema, c’è un’altra ascoltatrice che ci ha segnalato che, in realtà, a quanto pare i giovani dicono ancora cringe. Quindi ascoltiamo il suo audio.
Ascoltatrice: Alessia, guarda che io mi sto confrontando con le mie alunne e mi hanno confermato che cringe si dice ancora. Oppure si usa la parola “peso” o “meno punti aura”. Quindi dovete correggere il vostro podcast, grazie.
Ale: Podcast corretto, direi. Ne prendiamo atto a questo punto…
Mari: Sì, io sulla questione resto più confusa di prima…
Ale: Siamo in due, Mari… Nel dubbio, continuiamo a dire cringe.
Mari: Mi sento autorizzata ad usare ancora la parola cringe. Mi sento di nuovo in pace con me stessa!
Ale: Assolutamente!
Mari: Direi che possiamo entrare nel vivo della nuova puntata. Allora Ale, cominciamo con le cose più succose di Novembre. E se parliamo di Novembre, è inevitabile pensare al Black Friday.
Ale: Esatto Mari, il Black Friday è una data quasi istituzionale ormai. Infatti, l’Osservatorio E-commerce B2C Network del Politecnico di Milano ha previsto che quest’anno fra Black Friday, Cyber Monday e sconti vari gli italiani spenderanno circa 2,2 miliardi di euro, il 7% in più rispetto allo scorso anno.
Mari: Novembre è proprio il mese di chi vuole giocare d’anticipo con i regali di Natale e il Black Friday diventa l’occasione perfetta per acquistarne un po’ approfittando degli sconti.
Ale: Guarda, sarà che noi giochiamo d’anticipo anche su chi gioca d’anticipo, ma ti dico che una persona del nostro ufficio, di cui non farò il nome, mi ha rivelato di aver acquistato il regalo per il nostro Secret Santa già a maggio.
Mari: Eh Ale, deformazione professionale, siamo sempre un passo avanti! Non a caso sono proprio i brand i primi che per il Natale si iniziano a muovere già nel periodo estivo. Ricordo ancora di aver visto i primi calendari dell’avvento ad agosto. E lì da professionista ti dici “Eh si, certo, il calendario dell’avvento”, ma a livello personale ho pensato “Ma come, ho messo via l’ombrellone ieri!”. Però si, sappiamo bene che ormai i brand si muovono per giocare sempre più d’anticipo per stimolare gli acquisti ben prima delle festività natalizie. Tra l’altro proprio i calendari dell’avvento sono un caso interessante, perché negli anni sono stati in aumento in tantissimi settori, anche i più inaspettati, e l’hype intorno a questi prodotti comincia già nel periodo estivo, luglio/agosto per intenderci.
Ale: Non è una scelta scontata né insensata. I brand giocano sempre di più sulla FOMO, quindi la paura di perdersi qualcosa, ma anche sulla possibilità per i clienti di fare un affare per un bundle di prodotti che insieme costano molto meno rispetto al prezzo di listino. Io lo noto soprattutto nel mondo del beauty, perché sono un po’ un’appassionata: ormai i calendari dell’avvento sono una parte integrante delle strategie di marketing dei brand di cosmetici. Quindi ingaggiano influencer e creator per sponsorizzare questi prodotti già nel periodo estivo appunto, quando una persona non ci penserebbe minimamente. Ma mi viene da dire che qualsiasi azienda ha il potenziale per lanciarsi in questa sfida!
Mari: Sì, io ne ho visti tanti anche di case editrici e l’ho trovato un modo per aumentare ancora di più l’attenzione verso una categoria di prodotti che già normalmente ha un picco nelle vendite proprio nel periodo natalizio. Però in questo io ci vedo un po’ quello che dicevamo la volta scorsa: siamo di fronte a un cambiamento nel modo di comunicare e promuovere contenuti sui social media. Il pubblico vuole contenuti autentici e coinvolgenti, ma anche coerenza e tempismo.
Ale: Abbiamo parlato proprio recentemente sul nostro blog della viralità dei contenuti sui social e, in particolare, sulle strategie utili per riuscire ad apparire nella For You Page di TikTok. Tra i vari consigli, vorrei approfondirne uno in particolare, perché ci sono delle novità sulla piattaforma che stanno attirando l’attenzione di noi marketer. Recentemente, TikTok ha introdotto nuovi insight relativi alla fonte del traffico al video e alle search queries, vale a dire i termini di ricerca che l’utente ha digitato per arrivare al video.
Mari: Si tratta di due metriche chiave per la creazione dei contenuti, perché offre ai brand tutte le possibilità per diventare il profilo più cercato nella propria nicchia, che si tratti di travel, tech, beauty e chi più ne ha più ne metta. C’è da dire anche che ormai il 64% dei Gen Z e il 49% dei Millennials utilizzano la barra di ricerca di TikTok come un motore di ricerca. Aggiungiamo poi che anche Instagram ha reso i suoi contenuti indicizzabili nei motori di ricerca come Google, quindi oggi più che mai è fondamentale l’ottimizzazione SEO anche nei social per aumentare la reach.
Ale: Non a caso, quando noi ottimizziamo i contenuti per l’AI, teniamo sempre in considerazione che parte delle fonti dei tool di Intelligenza Artificiale sono proprio i social media. Ma i social, ovviamente, non sono solo un motore di ricerca e lo sappiamo bene. Sono in tanti che oramai usano i social e il telefono in generale come fonte di intrattenimento primaria. Se senti quelli della mia generazione, difficilmente ti diranno che guardano i programmi sulla tv nazionale.
Mari: Mi sento più giovane Ale, perché neanche io ho la tv a casa, con grande disappunto di mia madre e dei miei suoceri!
Ale: Aggiungo che, secondo i dati dell’Ipsos Digital Audio Survey 2025, l’audience digitale ha raggiunto oltre 37 milioni di utenti mensili, tra l’altro con un incremento significativo nell’ascolto di contenuti audio digitali, come podcast e streaming musicale. Il 41% degli italiani, infatti, ha ascoltato podcast nell’ultimo mese. Proprio come voi che ci state ascoltando adesso. Si tratta di circa 12,8 milioni di persone in tutta Italia.
Mari: Insomma, questi numeri dimostrano chiaramente come l’intero settore sia in una fase di profonda e costante evoluzione, in cui innovazione tecnologica e nuove abitudini di consumo si intrecciano e le opportunità per piattaforme, creator e brand si moltiplicano sempre di più. La sfida resta sempre la stessa: riuscire a sfruttare ogni occasione al massimo e in modo memorabile per il pubblico.
Ale: E a proposito di occasioni, siamo a novembre, mese che è stato ribattezzato NovembHer, per la ricorrenza di un paio di date importanti legato all’empowerment femminile e al contrasto alla violenza di genere.
Mari: Esatto. Per noi sono tematiche molto importanti, essendo un team formato per il 67% da donne a livello globale. Sempre a livello globale, le nostre posizioni di leadership sono occupate al 64% da donne.
Ale: Infatti la prima data che ci teniamo a citare è l’Equal Pay Day del 15 novembre. Questa data non è casuale, ma è calcolata considerando che a causa della differenza salariale le donne percepiscono 44 giorni di retribuzione in meno ogni anno. Ovviamente si tratta di una stima calcolata dall’Unione Europea sui dati provenienti dai diversi Paesi, dove le situazioni possono essere anche molto diverse tra loro. In media, annualmente si registra il 12% di differenza salariale tra uomini e donne.
Mari: Esatto, secondo le analisi dell’Eurostat 2023 risulta infatti che l’Italia è fra i paesi virtuosi, perché abbiamo fra i gap salariali più bassi, che si attestano solo al 2,2%. Questo dato però va messo in relazione anche con quello dell’occupazione femminile, che in Europa purtroppo è invece fra i più bassi. Secondo i dati del Global Gender Gap 2025 in Italia lavora 1 donna su 2, a fronte di una media europea di 7 su 10.
Ale: Purtroppo sì. Altra data molto importante, per restare in tema donne, è il 25 novembre, che è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Mari: E qui passiamo a dati un po’ più forti, cha abbiamo deciso di raccontarvi, ma le conclusioni le lasciamo a voi. I dati sono dell’Osservatorio Nazionale di Non Una Di Meno, che nel 2025 (finora) ha registrato 76 femminicidi. A questi si aggiungono almeno altri 67 tentativi di femminicidio riportati dai media nazionali.
Ale: Si registra almeno un caso in 15 regioni, 42 province e 70 città in tutta Italia. Il 65% dei casi sono avvenuti, nell’ordine, in Lombardia, Campania, Toscana, Emilia Romagna e Lazio.
Mari: Nel 72% dei casi, il colpevole è il compagno o l’ex compagno.
Ale: Direi che dopo questi dati ci sta smorzare un po’ il tono della conversazione.
Mari: Aggiungo che questi dati sono un po’ pesi. Posso dire che il termine peso per me Millennial non è sinonimo di cringe ma di una cosa grave e pesante?
Ale: Su questo mi sento di darti ragione, Mari. La parola peso può essere aperta a molteplici interpretazioni. Te lo concedo. Ma secondo te qual è la “cosa al volo” da portarsi a casa oggi?
Mari: Direi giocare d’anticipo! Quindi a maggio programmiamo le nostre campagne di Natale!