Agenzia di comunicazione e PR LEWIS

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LEWIS

Pubblicato il

aprile 1, 2019

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Il primo aprile è la giornata degli scherzi innocui e divertenti. Fino a qualche anno fa, questa ricorrenza non attirava particolarmente brand e utenti, a differenza di tante altre. Con l’avvento dei social, però, è diventato un appuntamento imperdibile: se amate gli scherzi, volete farvi due risate o lavorate nel marketing, allora questo è il giorno giusto per tenere d'occhio i canali social dei vostri brand preferiti.


Da qualche anno, ogni anno, il primo aprile le aziende si sfidano a colpi di Pesce d’aprile, con attività engagement e real time marketing per divertire i propri clienti e utenti.

Lo scorso anno la ricorrenza è caduta negli stessi giorni della Pasqua, dando l’occasione di preparare scherzi elaborati e diffonderli già nei giorni precedenti al primo del mese. Quest’anno, invece, sarà certamente un modo per aiutare gli utenti dei social ad affrontare il lunedì mattina e il cambio di orario con più filosofia.

Ma la scelta di utilizzare ricorrenze o elementi di contesto per creare attività di comunicazione e storytelling è un elemento che va ben oltre il 1 aprile e che, come ci insegna Burger King, ha enormi potenzialità.

 

Il re degli scherzi? Burger King!

Se c’è un’azienda capace di trasformare le sue iniziative di marketing in veri e propri scherzi, quella è Burger King, celebre catena di fast food. Più di una volta il brand si è distinto per le sue campagne innovative e fuori dagli schemi. Per il pesce d’aprile del 2018, sfruttando la Pasqua, lanciò con qualche giorno di anticipo il Chocolate Whopper, il più iconico dei suoi panini in versione dolce.

Inoltre, nel 2017, si è distinto per due campagne che attirarono particolarmente l’attenzione. La prima è l’indimenticabile Google Home of the Whopper: in un video di pochi secondi il testimonial, invece di descrivere il prodotto, chiedeva a Google di elencare gli ingredienti del panino. Lo spot attivava tutti i dispositivi nelle vicinanze che iniziavano a leggere la descrizione del Whopper, inserita dall’azienda su Wikipedia. Naturalmente, gli utenti colsero subito le potenzialità (e l’ironia) della cosa e in molti si affrettarono a modificare la pagina dell’enciclopedia online, per far leggere all’assistente vocale di Google elenchi di ingredienti ironici e quanto mai improbabili.

In occasione di Halloween, invece, il brand offrì un panino gratis a quanti si recarono in un punto vendita vestiti da clown. Con l’iniziativa #ScaryClownNight, Burger King è riuscita a cavalcare l’onda dell’uscita del remake di IT, film tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King. Allo stesso tempo ha colto l’occasione per “trollare” il suo principale competitor, semplicemente offrendo un panino agli amici clown di Ronald McDonald.

 

E in Italia?

Le campagne di Burger King non solo sfruttano eventi, ricorrenze e momenti condivisi a livello globale, ma sono capaci di promuovere iniziative altrettanto divertenti anche a livello locale. In Italia, per esempio, l’azienda ha usato l’immagine iconica dei cosiddetti umarell, gli anziani che amano sbirciare i cantieri e chiacchierare fra di loro su tutti i modi possibili per rendere più efficienti i lavori. Dalla fine dei cantieri dell’Expo, il brand ha deciso di comunicare dove apriranno i loro prossimi cantieri, invitando i pensionati locali ad andare ad ammirare i lavori e, in alcune occasioni, anche di fornire la loro esperienza e i loro consigli.

 

L’ultima campagna

Solo qualche settimana fa il brand in Brasile ha realizzato la campagna Burn That Ad, per lanciare il nuovo servizio BK Express, che consente ai clienti di saltare la fila. Anche se il nome della campagna può sembrare preoccupante, in realtà si tratta di un’iniziativa del tutto innocua. Quando si inquadra con l’app di Burger King la pubblicità di qualsiasi competitor, che sia su cartelloni, volantini e persino profili e pagine online, questa prende fuoco in realtà aumentata lasciando al suo posto un coupon per un whopper gratuito. Semplice, eppure brillante.

 

Perché ci piace

Per concludere, cosa ci piace del marketing e del real time marketing di Burger King? Le iniziative del brand sanno essere sempre innovative, con la capacità di rompere gli schemi e, cosa ancora più importante, “bucare lo schermo”. Infatti, come nel caso di Burn That Ad e prima ancora di Google Home of the Whopper, il confine fra l’attività di marketing e la vita quotidiana diventa flessibile. Il brand riesce a giocare con le nuove tecnologie con azioni irriverenti che divertono gli utenti e diventano degli epic win coinvolgenti per chi già frequenta il brand e non solo.

Inoltre, Burger King spesso trolla apertamente i suoi diretti competitor, suggerendo di non aver paura dei colossi ma, al contrario, come un piccolo Davide (che piccolo non è, a voler essere onesti) di avere il coraggio di abbattere grandi giganti con una fionda caricata con scherzi e battute.

 

E oggi?

E cosa ci ha riservato per oggi Burger King? Appena ieri la grande catena ha pubblicato un video dedicato al suo Impossible Burger, il Whopper con l’hamburger fatto senza carne.

Si tratterà dell’Impossible Burger presentato al CES di Las Vegas quest’anno? Il brand, ancora una volta riesce a prendere in giro oltre i confini della semplice burla. Mentre i clienti nel video sembrano proprio non credere che si tratti di un hamburger senza carne, il resto del pubblico continua a domandarsi se si tratta di un Pesce d’aprile o se davvero anche i vegetariani potranno molto presto gustare il loro Whopper “impossibile”.

 

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